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Dentro le “prigioni per obesi” in Cina, dove per dimagrire in 28 giorni le persone rischiano di morire

In Cina l’obesità è aumentata a tal punto che si è deciso di creare delle dure “prigioni” per far perdere peso: l’opinione pubblica è divisa tra utilità e pericolo di queste strutture.
A cura di Elisa Capitani
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Dentro una "prigione per grassi" in Cina, foto di EggEats
Dentro una "prigione per grassi" in Cina, foto di EggEats

La prima volta che ti imbatti nelle immagini delle cosiddette "prigioni per grassi" in Cina la sensazione è davvero paradossale, quasi surreale. Sembra una gag da film di Fantozzi o un format televisivo estremo alla Vite al limite con il dott. Younan Nowzaradan mandato in onda da MTV. Eppure non è finzione, non è satira: persone adulte e perfino adolescenti pagano migliaia di euro per rinchiudersi volontariamente in strutture chiuse e seguire regimi durissimi di dieta ed esercizio nel tentativo di perdere peso rapidamente. È un fenomeno che ha catturato l’attenzione globale perché al confine tra benessere, disciplina estrema e potenziale danno alla salute.

Uno dei tanti allenamenti della prigione per grassi in Cina, foto di EggEats
Uno dei tanti allenamenti della prigione per grassi in Cina, foto di EggEats

In cosa consiste la "prigione per obesi" in Cina

Le cosiddette “prigioni per grassi” non sono carceri nel senso giuridico del termine, ma centri di perdita di peso, strutture spesso appartenenti a imprese private o in qualche caso a programmi statali, che operano dentro edifici chiusi, circondati da alte mura, cancelli di metallo e controlli per impedire uscite non autorizzate. In nome di una lotta all’obesità che in Cina ha visto un rapido aumento dei casi negli ultimi anni, la Cina è infatti tra i primi posti per il tasso di obesità a partire dai bambini, centinaia di questi centri sono sorti un po’ ovunque nel Paese. Chi vi partecipa lo fa volontariamente e paga una quota, che può aggirarsi intorno ai mille dollari per un programma di 28 giorni, con vitto, alloggio e attività incluse. Alcuni utenti che hanno documentato la propria esperienza su Instagram hanno raccontato di essere stati accolti in un ambiente dove le regole sono rigide e le misure drastiche, a tal punto che i media internazionali definiscano queste strutture come vere e proprie prigioni per la loro chiusura e disciplina militare, che controlla in primo luogo ingressi e uscite.

Cosa si mangia nella prigione, verdure lessate e proteine principalmente, foto di EggEats
Cosa si mangia nella prigione, verdure lessate e proteine principalmente, foto di EggEats

Come funzionano, dentro la giornata tipo di un "detenuto"

Dentro queste strutture la giornata è scandita da ritmi serrati e regole precise da seguire. Le persone che si sono iscritte al programma devono seguire obbligatoriamente quattro lezioni di sport al giorno, controlli, misurazioni e diete rigidamente controllate. La mattina c'è la sessione di aerobica dalle 09h20 alle 10h30, al pomeriggio la lezione cardio (HIIT) dalle 14h50 alle 16h00 invece dalle 17h40 alle 18h30 una seconda lezione di aerobica, per finire poi alle 18h30-19h30 con una lezione di spin serale. Le lezioni sono poi alternate a pasti che vengono serviti secondo porzioni calcolate con precisione, per tre volte al giorno. Un menù tipico della "prigione" include: per colazione 4 uova, metà pomodoro e due pezzi di cetriolo; per pranzo 100 gr di anatra, 50 gr di radice di lotus, 100 gr di verdure lessate, 50 gr di carote e una banana; infine, per cena 200 gr di melone lessato e 100 gr di verdure sempre lessate. Gli ingressi sono sigillati e nessuno può lasciare il centro senza un motivo considerato valido e approvato dallo staff. Inoltre, porte e cancelli sono sorvegliati e qualsiasi cibo contrabbandato viene confiscato immediatamente. I partecipanti dormono in camere condivise con altri iscritti, seguono una routine ferrea che inizia al mattino presto e prosegue fino alla sera, e vengono pesati regolarmente per monitorare i progressi. L’esperienza, raccontata da una donna australiana su instagram, descrive non solo la fatica fisica, ma anche un ambiente altamente regolato dove disciplina e sorveglianza dominano ogni momento della giornata.

È davvero efficace o è body shaming mascherato?

Si potrebbe essere tentati di guardare questi programmi come a un metodo estremo ma comunque efficace per perdere peso e in alcuni casi i partecipanti riportano effettivamente di aver perso diversi chili in poche settimane, come la blogger australiana che ha perso 4 kg in 14 giorni. Tuttavia, la questione è molto più complessa e può nascondere rischi significativi: nel 2023 una giovane influencer di 21 anni, Cuihua, è morta dopo aver frequentato per diversi mesi campi simili, alimentando preoccupazioni sulla sicurezza di regimi così intensivi. Inoltre, più in generale, l’esistenza di questi campi solleva interrogativi sul rapporto tra cultura del corpo e salute, viene da chiedersi dove finisca la promozione di uno stile di vita sano e dove cominci invece un body shaming che normalizza la privazione, la sorveglianza e l’estrema disciplina fisica. Per quanto la perdita di peso possa essere un obiettivo legittimo e salutare per molte persone, gli approcci che puntano tutto sulla rapidità e sulla coercizione rischiano di spingere verso modelli che possono non essere sostenibili o salutari a lungo termine.

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