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Andare in palestra per ringiovanire il cervello: quanta attività fisica bisogna fare

Un nuovo studio ha dimostrato che l’attività fisica costante può rallentare l’avanzamento dell’età cerebrale e mantenere il cervello biologicamente più giovane.
A cura di Giusy Dente
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Curare l'alimentazione non basta: la salute dipende anche dall'attività fisica. Lo sport e il movimento quotidiano, è risaputo, ha benefici su corpo e mente: non è solo questione di linea, infatti, ma anche di umore. Entrare in palestra, fare una passeggiata, concedersi un'ora di esercizi rimette in sesto sotto tutti i punti di vista. E secondo la scienza a beneficiarne è anche il cervello. Una nuova ricerca, infatti, suggerisce che per mantenere il cervello giovane e "rallentare" il procedere dell'età cerebrale è fondamentale allacciare le scarpe da ginnastica e attivarsi.

Non è una novità nel mondo scientifico: l'attività fisica è collegata a migliori funzioni cognitive in età adulta. Gli studi passati hanno già dimostrato una correlazione tra l'attività fisica regolare e una serie di elementi positivi come migliore memoria, un pensiero più acuto, meno possibilità di sviluppare demenza senile. La nuova ricerca, però, si è soffermata su un ulteriore aspetto: se l'esercizio fisico possa effettivamente modificare la struttura del cervello in modo visibile attraverso le scansioni. L'età cerebrale misura tramite risonanza magnetica quanto il cervello appare vecchio rispetto all'età effettiva. Se ne è occupato un team di ricercatori dell'AdventHealth Research Institute e dell'Università di Pittsburgh e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Sport and Health Science.

Gli esperti hanno progettato uno studio clinico della durata di un anno per monitorare gli effetti delle linee guida standard per l'esercizio fisico sull'età cerebrale. Si sono chiesti se l'attività motoria riuscisse ad agire su di essa, magari rallentando o addirittura invertendo il processo di invecchiamento. I ricercatori hanno reclutato 130 adulti sani di età compresa tra 26 e 58 anni: sono stati monitorati per 12 mesi. I partecipanti sono stati divisi in modo casuale in due gruppi: a un gruppo è stato chiesto di passare da esercizi aerobici di intensità moderata a intensa, a un altro gruppo è stato chiesto di mantenere inalterati i livelli di attività moderata. Tutti si sono sottoposti a due sessioni di allenamento a settimana di 60 minuti, monitorate in laboratorio, a cui hanno aggiunto esercizi a casa fino ad arrivare a un totale di 150 minuti di attività aerobica a settimana. Questa è la quantità raccomandata dall'American College of Sports Medicine. I partecipanti avevano ampia scelta: jogging, tapis roulant, cyclette, ellittiche o vogatori.

I cardiofrequenzimetri hanno monitorato l'intensità dell'esercizio durante l'intera durata dello studio. Questo monitoraggio è stato messo in relazione con la misurazione della struttura cerebrale con specifiche scansioni per calcolare quanto più vecchio o più giovane apparisse il cervello rispetto all'età cronologica della persona. Dopo un anno di studio sono emerse chiare differenze. Nel primo gruppo i partecipanti hanno mostrato una diminuzione dell'età cerebrale quantificata: il loro cervello sembrava circa 0,6 anni più giovane rispetto all'inizio. Il secondo gruppo invece, quello di controllo, ha mostrato al termine dei 12 mesi addirittura un leggero aumento dell'età cerebrale: circa 0,35 anni in più (statisticamente non significativo).

"Un intervento di esercizio aerobico di intensità da moderata a intensa della durata di 12 mesi ha migliorato la salute cerebrale nella prima e nella mezza età modificando l'età cerebrale" si legge nelle conclusioni dello studio. "Spesso ci chiediamo: cosa posso fare per proteggere il mio cervello? I nostri risultati supportano l'idea che seguire le attuali linee guida sull'esercizio fisico, quindi 150 minuti a settimana di attività aerobica da moderata a intensa, possa aiutare a mantenere il cervello biologicamente più giovane" ha commentato l'autore dello studio e neuroscienziato Kirk I. Erickson.

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