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Allergie allo sport o all’acqua, esistono davvero: un allergologo rivela le patologie più strane

Sudore, acqua, sole e molte altre: quali sono le allergie più strane? Un allergologo spiega a Fanpage.it le cosiddette allergie atipiche, come riconoscerle e trattarle.
Intervista a Dott. Giovanni Lasagni
Allergologo e immunologo presso l'Unità Operativa di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare all’IRCCS Ospedale San Raffaele
A cura di Elisa Capitani
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C’è chi starnutisce davanti al polline e chi si riempie di orticaria dopo un tuffo in acqua fredda. Esiste persino chi rischia una reazione anafilattica dopo una partita a calcetto o chi vede comparire un’orticaria semplicemente uscendo al sole. Sono le cosiddette allergie atipiche, un gruppo di condizioni rare, poco conosciute e spesso sottodiagnosticate che raccontano quanto il nostro sistema immunitario possa reagire in modi sorprendenti a stimoli quotidiani. Per capire cosa sono, come si manifestano e quali rischi comportano, abbiamo intervistato Giovanni Lasagni, Allergologo e immunologo presso l'Unità Operativa di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare all’IRCCS Ospedale San Raffaele, che ci ha guidato tra le forme più curiose e insidiose.

Come si definiscono le allergie atipiche e quanto sono diffuse?

Le allergie atipiche sono forme rare di allergia che coinvolgono un numero ridotto di pazienti. Sono anche tendenzialemente sottodiagnosticate, perché non è semplice riconoscerle, quindi i numeri ufficiali sembrano bassi ma esiste una quota non trascurabile di casi non individuati.

Tra queste, cos’è l’orticaria vibratoria e quando si manifesta?

È una forma di orticaria fisica in cui i pomfi (lesioni cutanee) compaiono non per un allergene ma per uno stimolo fisico, in questo caso la vibrazione o lo sfregamento cutaneo. La vibrazione attiva i mastociti cutanei e fa liberare istamina. Tipici contesti: la frizione ripetuta sulla cute, come ad esempio durante l’asciugatura con un asciugamano.

Esiste davvero l’allergia all’acqua?

Non si parla di allergia all’acqua, ma di orticaria acquagenica, una forma estremamente rara. Va distinta dall’orticaria da freddo o da caldo, perché compare indipendentemente dalla temperatura dell’acqua. Sono state formulate alcune ipotesi patogenetiche, tuttavia non disponiamo ancora di risposte definitive. Ciò che sappiamo è che, come in tutte le forme di
orticaria, il processo fondamentale è l’attivazione e la degranulazione dei mastociti cutanei, con conseguente formazione dei pomfi.

Che cos’è invece l’orticaria solare?

È la comparsa di pomfi dopo esposizione al sole. Questo tipo di orticaria fa sempre parte delle orticaria fisiche, ma in questo caso il trigger è costituito dalle le radiazioni ultraviolette che attivano i mastociti cutanei e portano alla loro degranulazione.

Molti parlano di allergia allo sport, ma in realtà si tratta di anafilassi indotta dall’attività fisica, può spiegarci cosa si intende?

È una condizione rara, ma potenzialmente mortale in cui si presenta una reazione anafilattica durante o dopo l'attività fisica. Ib alcuni casi, lo sforzo fisico è l’unico fattore scatenante, ma esiste anche la forma alimento-dipendente, dove la reazione si verifica solo se il paziente ha mangiato determinati alimenti prima di fare sport, uno degli alimenti più coinvolti è il grano.

Quanto è frequente e pericolosa l’orticaria da freddo?

Tra le orticarie fisiche è una delle più frequenti. Il freddo attiva i mastociti e causa pomfi. Può diventare pericolosa soprattutto quando c’è un passaggio brusco da caldo a freddo, ad esempio un tuffo in acqua fredda d’estate, con rischio di orticaria generalizzata, angioedema e in alcuni casi anafilassi.

Esiste l’allergia al sudore?

Si tratta più correttamente di orticaria colinergica. Non è il sudore in sé ma l’aumento della temperatura corporea che induce i pomfi. Compare durante attività fisica, quando fa caldo o in altre situazioni che aumentano la sudorazione.

Quali altre forme poco note vale la pena citare?

Sicuramente l’allergia alla cannabis, in forte aumento negli ultimi anni per via della maggiore diffusione e dei diversi metodi di esposizione. È IgE-mediata verso proteine della Cannabis sativa, in particolare le LTP (piccole proteine trasferibili). Può dare sintomi per inalazione dei fumi, ingestione (edibles, caramelle, cookies) o contatto con la pianta. È rilevante anche per la potenziale reattività incrociata con altri alimenti vegetali.

Come si fa la diagnosi di queste forme?

Nelle orticarie fisiche la valutazione allergologica prevede l’esecuzione di test specifici di provocazione. Tra questi rientrano il TempTest e il test del cubetto di ghiaccio, utilizzati per identificare la soglia di risposta agli stimoli termici. Tuttavia, per alcune forme di orticaria fisica non sono disponibili test standardizzati e la diagnosi si basa prevalentemente sull’anamnesi clinica. Nell’anafilassi indotta da sforzo è fondamentale valutare l’eventuale coinvolgimento di una componente alimentare attraverso un’accurata anamnesi, l’esecuzione di prick test e il dosaggio delle IgE specifiche sieriche; il test da sforzo controllato viene riservato a casi selezionati. Per quanto riguarda l’allergia alla cannabis, è possibile effettuare la determinazione delle IgE specifiche in vitro, nell’ambito di un percorso di valutazione allergologica specialistica.

Quali terapie esistono per le allergie atipiche?

In caso di анаfilassi, condizione potenzialmente fatale, è indispensabile fornire al paziente autoiniettori di adrenalina da utilizzare come terapia di emergenza. Nelle orticarie fisiche il trattamento si basa principalmente sull’impiego di antistaminici di seconda generazione e, quando possibile, sull’evitamento dello stimolo scatenante

Ci sono fattori genetici o predisposizioni?

Non è stata dimostrata una chiara correlazione genetica. Tuttavia, i soggetti atopici, affetti da dermatite atopica, allergie alimentari, asma o rinite allergica, presentano un rischio aumentato di sviluppare patologie allergiche, incluse forme rare; si tratta comunque di condizioni a bassa prevalenza nella popolazione generale.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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