Jannik Sinner ha vinto il suo primo titolo ATP alla prima finale della carriera ma è già entrato nella storia del tennis, italiano e non. Battendo Pospisil a Sofia, il giovane altoatesino a 19 anni, 2 mesi e 29 giorni è diventato il più giovane campione in un torneo ATP da 12 anni a questa parte. Era dal 2008 che non si vedeva un atleta così giovane giocatore imporsi in un torneo del circuito: all'epoca fu Kei Nishikori, che divenne campione a Derlay Beach a poco più di 18 anni.

Grazie alla vittoria al tie-break sul canadaese, il 19enne è diventato il 25° giocatore nella storia del tennis azzurro a trionfare in un torneo del circuito: il primo, nell'era Open, fu Adriano Panatta nel 1971 al Pepsi-Cola Grand Prix di Senigallia mentre il recordman assoluto è l'americano Aaron Krickstein, che nel 1983 vinse a Tel Aviv ad appena 16 anni e 2 mesi.

Sinner è diventato il più giovane italiano a vincere un titolo ATP battendo il record di Claudio Pistolesi, che ci riuscì a 19 anni, 7 mesi e 18 giorni nell’aprile del 1987 a Bari, battendo in finale Francesco Cancellotti. Da domani questo giovanotto di San Candido è numero 37 del mondo, compiendo una scalata davvero fuori dal normale rispetto a pochi mesi fa: l’altoatesino aveva chiuso il 2018 al numero 763 del mondo e il 2019 al numero 78. Numeri che parlano di una crescita indiscutibile.

Un successo meritato per Jannik, che ha pagato la pressione e forse aveva visto troppo in discesa la situazione dopo il primo set vinto in maniera agevole: Sinner ha disputato un torneo eccezionale e ha mostrato grande voglia di portare a casa la vittoria anche quando sembrava essersi smarrito in se stesso. Una vittoria con tratti chirurgici e che potrebbe essere la prima di una lunga carriera. Per l’Italia si tratta del 68° titolo ATP, il primo dal successo di Lorenzo Sonego ad Antalya nel giugno del 2019.