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Sinner e il problema all’anca, cosa rischia secondo l’esperto: “È il conflitto femoro-acetabolare”

Jannik Sinner si è ritirato dal torneo di Madrid a causa di un problema all’anca: il dottor Nicola Santori, specialista delle problematiche legate all’anca, ha spiegato a Fanpage.it cosa c’è da aspettarsi adesso.
Intervista a Dott. Nicola Santori
Chirurgo membro del comitato direttivo della Società Italiana dell'Anca, delegato italiano presso la European Hip Society, responsabile della Faculty di Artroscopia dell'Anca della Società Italiana di Artroscopia
A cura di Alessio Morra
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Jannik Sinner si è ritirato dal torneo di Madrid a causa di una sofferenza all'anca. Un ritiro precauzionale, come ha spiegato lui stesso. Già nei giorni precedenti al forfait l'altoatesino aveva accusato problemi fisici, ma nonostante ciò era riuscito a vincere due incontri, poi la rinuncia dopo aver effettuato alcuni esami strumentali. Sinner dovrà fermarsi per tre giorni, prima di tornare in campo per gli allenamenti in vista degli Internazionali d'Italia a Roma.

Del problema all'anca di Jannik Sinner ne abbiamo parlato con Nicola Santori, chirurgo membro del comitato direttivo della Società Italiana dell'Anca, delegato italiano presso la European Hip Society, responsabile della Faculty di Artroscopia dell'Anca della Società Italiana di Artroscopia. Il suo punto di vista sulle problematiche legate all'anca nel tennis e alle prospettive dei numero 2 ATP spiegato a Fanpage.it.

Dottore, Sinner ha accusato un problema all'anca giocando il torneo di Madrid. C'è da preoccuparsi?
Da quello che ho letto, lui raccontava di aver avuto già dei problemi, nella prima parte della sua carriera, e credo si riferisse sempre all'anca. Questo gesto di sofferenza sull'anca non è una novità, già in altri tornei l'avevo visto toccarsi l'inguine. Dovrà fare degli esami per escludere una patologia che interessa frequentemente gli sportivi, quella che chiamiamo ‘conflitto femoro-acetabolare'.

Di cosa si tratta?
Di fatto è un'anca che si sviluppa con una forma non perfetta. Questo avviene con una certa frequenza soprattutto in chi, durante gli anni di crescita, fa sport intensivo. Succede che il collo del femore, come per una reazione agli stress eccessivi, si sviluppa con un diametro maggiore del normale. Durante il movimento si va a creare un attrito perché il collo del femore risulta troppo voluminoso per l'acetabolo.

Il suo tipo di gioco può influire sul problema all'anca?
Nel tennis moderno si usano moltissimo le rotazioni dell'anca per aumentare la spinta sulla palla. Se si ha una conformazione dell'anca di quel tipo, ti esponi a un problema e a un danno dell'articolazione, a un'infiammazione ricorrente. Il primo sospetto vedendo Sinner, per chi si occupa di chirurgia mininvasiva dell'anca, è che lui possa avere una problematica di questo tipo. Ovviamente è semplicemente un'ipotesi, la mia è una deformazione professionale. É più di un torneo che lo vedo toccarsi l'inguine e mettersi la mano sull'anca: per una persona del suo livello che fa quel tipo di attività, è il momento di capire e andare un pochino a fondo, per capire se c'è un problema strutturale.

Aver giocato tante partite in questi mesi potrebbe aver influito?
Giocare tanto può incidere su un'articolazione che si infiamma, ma può valere per qualsiasi articolazione. Il problema è capire se c'è una problematica a monte oppure no. Bisogna capire se c'è un'infiammazione: in quel caso la tratti e la risolvi. Nel tennis abbiamo il caso di Murray, al quale è stata impiantata una protesi abbastanza precocemente. A un certo punto della sua carriera si è trovato con un'anca che presentava un conflitto femoro-acetabolare. Un problema serio, che hanno cercato di risolvere con un'artroscopia, con l'obiettivo di rimodellare il collo del femore. Però è dovuto andare incontro a un intervento di protesi.

E a causa di questo problema all'anca ha di fatto chiuso la sua carriera ad alti livelli.
Perché questa situazione non l'ha affrontata quando doveva affrontarla. E mi spiego meglio: se si presenta il problema di un conflitto femoro-acetabolare significa che si può danneggiare l'articolazione in maniera precoce. Se si arriva a una diagnosi già quando il paziente lamenta problemi all'inguine, puoi intervenire: magari se l'atleta ha sui 20-22 anni correggi in artroscopia questa anomalia e l'anca torna come nuova. Il problema è che se tu aspetti e aspetti, la cartilagine si danneggia e a quel punto correggere la deformità non dà gli stessi risultati. Ed è questo il caso di Murray. Hanno corretto la deformità, ma la cartilagine si era già rovinata: non ha avuto un buon risultato e si è dovuto operare di nuovo e mettere la protesi.

Andy Murray, tennista britannico, ex numero 1 della classifica ATP: due volte vincitore di Wimbledon.
Andy Murray, tennista britannico, ex numero 1 della classifica ATP: due volte vincitore di Wimbledon.

Se fosse nei panni di chi è nello staff medico che segue Sinner cosa gli consiglierebbe di fare?
Stiamo andando per speculazioni. Ma considerando Sinner e il tipo di storia che ha, cioè quella di un ragazzo che ha fatto sport a livello intensivo già da ragazzo, e per il tipo di sintomi che sembra manifestare, potenzialmente potrebbe avere una problematica di questo tipo. È senz'altro opportuno fermarsi, approfondire e fare una completa valutazione della sua situazione. La cosa peggiore è non fare una diagnosi.

Cosa potrebbe rischiare?
In teoria rischia che la problematica si trascini e si crei quello scenario per cui ti fermi, poi riparti, poi ti rifermi, poi riparti. Ha fatto bene a fermarsi a Madrid e sono sicuro che è già in buone mani.

Quanto incide la superficie per le condizioni fisiche dei tennisti? Il cemento è senz'altro più duro rispetto alla terra rossa.
La terra è meno faticosa, perché il piede scivola e tutto quello che scivola diminuisce le sollecitazioni sulle articolazioni. Se hai una presa ferma sulla superficie, come sul cemento, tutto si trasmette dal piede al ginocchio e all'anca. Sulla terra è diverso, le articolazioni sono molto più protette.

Il dottor Nicola Santori, chirurgo membro del comitato direttivo della Società Italiana dell'Anca.
Il dottor Nicola Santori, chirurgo membro del comitato direttivo della Società Italiana dell'Anca.

Sinner ha una sofferenza all'anca, Alcaraz ha saltato alcuni tornei per un problema al braccio. Come mai anche i tennisti più giovani subiscono così tanti infortuni?
Giocano troppo, il numero dei tornei è aumentato tantissimo. È un tennis che diventa sempre più spinto, rispetto al passato la velocità della palla è aumentata, se vedi le partite degli anni '90 è cambiato tutto. Sono cambiate anche le dinamiche di movimento: è aumentata la potenza, ora si gioca con più esplosività perché i tennisti caricano il movimento su tutte le articolazioni, e in particolare sull'anca. Solo così riesci a ottenere una velocità di palla come ce l'ha Sinner.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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