Safin scuote Rublev urlandogli uno strano consiglio: “Smettila di rispettarlo! Lo rispetti troppo”

Le grandi aspettative su Andrey Rublev agli Australian Open purtroppo si sono rivelate infondate. Il tennista russo, numero 15 del mondo, è stato eliminato nel terzo turno dall’argentino Cerundolo che per la prima volta in carriera approda alla seconda settimana a Melbourne. Marat Safin che ormai fa parte costantemente dello staff del giocatore 28enne ha provato a spronarlo, anche a suon di indicazioni forti che sono state intercettate anche dai microfoni presenti a bordo campo.
Il consiglio di Safin a Rublev agli Australian Open
L'ex numero uno del mondo, capace di vincere gli Australian Open nel 2005, ha provato a più riprese a dare consigli vincenti al suo giocatore. In avvio di secondo set ha voluto puntare sull'aspetto psicologico, sottolineando il suo atteggiamento che incideva anche nel suo modo di interpretare il match troppo "tenero". Un deciso Safin ha infatti urlato a Rublev: "Lo stai rispettando ca..o! Lo rispetti fottutamente troppo". Insomma Marat avrebbe voluto un atteggiamento un po' più spregiudicato da parte di Andrey, che avrebbe dovuto inoltre farsi sentire per cercare di far vacillare le sempre maggiori certezze dell'avversario.
E qualcosa effettivamente nel secondo set si è visto, con Rublev che si è arreso solo al tie-break con il rimpianto delle palle break non sfruttate. Purtroppo per lui poi non c'è stato nulla da fare visto che l'argentino ha chiuso in tre parziali.
Cosa pensa Rublev del lavoro con Safin
Ci sarà da lavorare su questo aspetto. D'altronde i due hanno dimostrato di trovarsi bene soprattutto dal punto di vista caratteriale. Andrey Rublev aveva bisogno di qualcuno che stemperasse un po' quella tensione che gli aveva causato non pochi problemi nella scorsa annata, culminati in sfoghi clamorosi. Proprio il tennista parlando del suo rapporto con Safin ha dichiarato pochi giorni fa: "Non posso dire ogni cosa, ma lui porta con sé tutto, sicuramente anche molta più calma". Tanto calmo e pacato, quanto deciso il Marat "coach" è molto meno impetuoso del Marat tennista.