Federer sugli US Open senza Sinner: “Sceglierei Alcaraz e Djokovic, ma su entrambi tanti dubbi”
Si sta per alzare il sipario sugli US Open 2026 ed è già tempo, come sempre, di pronostici e prospettive. Roger Federer, che ha vinto questo Slam cinque volte e ha preso la scena in questi giorni di esibizioni e interviste, ha detto la sua su questa edizione del torneo, orfana di Sinner e con un Alcaraz che rappresenta un'incognita. Difficile dunque esprimersi in questo momento di grande incertezza e senza un favorito annunciato per diversi motivi.
Non ha dubbi il campione elvetico, che ha sfoderato il suo tennis elegante e senza tempo in questi giorni a New York. Si entusiasma e non poco quando deve parlare dello sport della sua vita e quando le persone ancora oggi, come ha rivelato, lo fermano per dirgli: "Mi manca vederti giocare, amavo guardarti". Fortunatamente c'è chi ha raccolto nel migliore dei modi la sua eredità e quella degli altri giganti del tennis, a detta dell'ex maestro svizzero: "Giocatori come Alcaraz e Sinner – ha dichiarato a ESPN – stanno spingendo questo sport in una dimensione mai vista prima, ed è super bello vedere cosa sia effettivamente possibile fare in campo".
Purtroppo però a Flushing Meadows non potremo assistere al confronto tra i primi due giocatori del ranking. Se Sinner infatti è alle prese con un fastidio al ginocchio e non ci sarà, Alcaraz si presenta ai nastri di partenza dopo la lunga assenza per un infortunio al polso. Cosa c'è da aspettarsi dunque? Roger Federer non ha nascosto lo scetticismo per la situazione attuale del tennista spagnolo, con il quale avrebbe voluto sfidarsi, come rivelato recentemente: "Quanto si è allenato? È riuscito a spingere al massimo in allenamento? Per quanto tempo? È stata una settimana o è stato un mese? E penso che sia questo a fare la differenza. Se è stata solo una settimana, penso che sarà molto complicata. Se è stato un mese, gli do buone possibilità di trovare il ritmo fin da subito. Deve solo assicurarsi di superare i primi tre turni per ingranare. Quindi non so… non conosco i dettagli di come sia stato il suo programma di allenamento, ma se hai alle spalle un mese di scambi di qualità o comunque più di una settimana, sento che sarebbe d'aiuto per credere davvero di poter vincere. Altrimenti sei un po' più alla mercé degli altri ragazzi".
Non si può dire certo che abbia torto Federer, che sa bene cosa significhi competere ad altissimi livelli con la necessità costante di essere al 100%. Già i primi test in allenamento di Carlitos hanno confermato che la migliore condizione è ancora da trovare, ed è fisiologico che sia così. Bisognerà capire, come sottolineato dall'ex numero uno del mondo, come reagiranno il polso e il fisico alle prime partite.
In questo scenario, dunque, chi potrebbe prendersi la scena? Sottolineando la stima per Zverev, galvanizzato dal primo Slam conquistato al Roland Garros, è impossibile non citare il suo vecchio "nemico" Novak Djokovic, anche se pure lui dovrà fare i conti con l'anagrafe: "Difficile, eh? È davvero complicato. Sì. Cioè, ovviamente sceglierei Alcaraz e Novak se Sinner non c'è, ma con Carlitos non si sa… e anche con Novak non si sa in questo momento".