Roger Federer ha annunciato che dovrà operarsi ancora al ginocchio. Il tennista svizzero ha salutato così definitivamente il suo 2020 tennistico e ha dato appuntamento a tutti nel 2021. Lo svizzero rinuncia così alla restante parte di stagione. Probabilmente rinuncia a molto poco. Perché la stagione ripartirà, ma ci sono tantissimi dubbi. Presto si deciderà se si terranno gli US Open, pare ci sia una fronda con una serie di giocatori, inclusi Djokovic e Nadal, che preferirebbero boicottare non volare oltreoceano. E se gli Stati Uniti ammaineranno la bandiera, per una volta, tra fine agosto e settembre si giocherà solo sulla terra rossa con il clou al Roland Garros. Il resto è tutto da scoprire, con probabilmente il ‘1000' di Shanghai, una serie di tornei indoor in Europa e l'ultimo Masters di Londra. Quindi, seppur obbligata, la decisione di Federer sembra condivisibile. Ma chiaramente tutti quelli che amano il tennis pensano anche che il canto del cigno forse sia arrivato definitivamente.

L'Australian Open 2020 fa pensare che Roger non tornerà più quello di una volta

La domanda è d'obbligo: ma Federer a 40 anni riuscirà a tornare quello di prima dopo un anno di inattività e con due operazioni al ginocchio? Gli scettici dicono di no. Perché nonostante la sua grandezza Roger non è eterno e l'Australian Open, l'unico torneo che ha giocato in questo strano 2020, non lascia ottimisti. Certo aveva già dei problemi al ginocchio, però, fece una fatica enorme contro Millman, un discreto giocatore, che arrivò a un passo dalla vittoria prima di perdere 10-8 al super tie-break, e soprattutto contro Sandgren, che ebbe la bellezza di sette matchpoint.

Ma Federer nel 2021 proverà a vincere ancora Wimbledon

Ma Roger è unico, lo sanno bene i suoi tifosi, lo sanno i tifosi di Nadal e Djokovic che lo hanno detestato, lo rispettano, lo temono e lo ammirano. E per questo è giusto pensare che l'otto volte vincitore del torneo di Wimbledon tornerà più forte che mai, dopo due operazioni al ginocchio, nel 2021, anno in cui festeggerà 40 primavere. Vincere di nuovo sui prati londinesi sicuramente è il suo obiettivo, è la molla che lo farà lavorare alacremente, e sullo sfondo ci sono anche i Giochi Olimpici di Tokyo (l'oro in singolare è l'unico vero titolo che gli manca). C'è un precedente che fa ben sperare, non solo chi ha i vessilli di Roger in casa e il santino nel portafoglio. Perché già nel 2016 Federer chiuse la stagione con largo anticipo, a metà luglio dopo Wimbledon, e nel 2017 vinse due Slam e poi nel 2018 tornò anche numero 1 del mondo. I campioni sono abituati alle resurrezioni, fu così anche per Diego Armando Maradona che dopo la squalifica per doping nel 1991 sembrava un ex, invece passò al Siviglia, poi rientrò in patria, appena cinque partite con il Newell's Old Boys in una stagione quella 1993-1994 che lo vide poi al Mondiale, segnò un gol passato alla storia, come quell'urlo, anche se poi finì tutto troppo presto a causa dell'efedrina. Ecco si spera che per Federer l'epilogo sia completamente differente.