Perché Sinner non dice chiaramente qual è il suo infortunio: la prassi del “mistero” nel tennis

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Jannik Sinner non è mai entrato nel dettaglio del suo infortunio al ginocchio: perché nel tennis non esistono i bollettini medici e i giocatori tendono a comunicare il meno possibile.

Indiscrezioni, fughe di notizie, smentite, conferme e poi le parole del diretto interessato Jannik Sinner che ha ufficializzato la sua assenza agli US Open 2026 per recuperare meglio dai problemi al ginocchio destro. In queste settimane il nome del tennista numero uno al mondo è stato uno dei più pronunciati proprio alla luce dell'incertezza sulle sue condizioni fisiche. In tanti si sono interrogati sull'entità dell'infortunio, sulla genesi dello stesso, sui tempi di recupero e così via, dando il là ad un polverone mediatico. Se Sinner con la sua riservatezza si è limitato all'essenziale nel comunicare il minimo indispensabile (purtroppo non piacevole), nel vuoto generato dall'assenza di una diagnosi ufficiale o di una nota esaustiva che ricostruisse la situazione, si è generato di tutto, anche assurde e ahimè ormai immancabili teorie complottistiche.

Cosa si sa dell'infortunio di Sinner al ginocchio

Quello che si sa di Sinner, ovvero che potrebbe trattarsi di una sindrome da sovraccarico al ginocchio destro, si è appreso attraverso altre fonti non "ufficiali". I continui controlli al J Medical e le annesse terapie, le visite alla Physioclinic di Milano con il fisiatra Melegati e il fatto che i primi campanelli d'allarme siano arrivati dopo Wimbledon e con il ritorno agli allenamenti intensi non sono certo diventati di dominio pubblico grazie a Jannik o al suo team, che ha mantenuto come sempre una totale riservatezza fino all'annuncio del forfait a New York. D'altronde già ai tempi dell'infortunio all'anca, il campione italiano disse chiaramente di non "voler entrare nei dettagli".

Perché Sinner e i tennisti non danno dettagli specifici sui loro infortuni

Ma come mai Jannik Sinner non ha detto chiaramente di cosa soffre, proprio come ha fatto Carlos Alcaraz durante i mesi di assenza per l'infortunio al polso? Perché i tennisti solitamente, a meno di situazioni molto gravi, non rilasciano comunicati o note divulgando anche bollettini medici per chiarire nel dettaglio la natura dei propri guai fisici come per esempio accade nel calcio o in altri sport? L'assenza di queste informazioni è figlia di una serie di fattori assolutamente comprensibili.

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Sinner durante il torneo di Wimbledon

Le differenze rispetto agli sport di squadra e in primis il calcio

I tennisti non si trovano sotto l'ombrello di un club che ha la necessità di comunicare le condizioni del proprio tesserato per motivi di trasparenza nei confronti di tifosi, media e bookmakers, considerando anche il fatto di essere società quotate in Borsa. Sinner e colleghi sono liberi professionisti che non devono rendere conto a nessuno se non a sé stessi. Non c'è la necessità di giustificare la propria assenza a uno sponsor e al mercato, se non nel limite dell'indispensabile, ovvero tramite gli eventuali certificati che vengono inviati ai tornei o ai vertici del tennis per giustificare un forfait ed evitare anche sanzioni. D'altronde in Europa i dati sanitari sono protetti e ogni giocatore può scegliere di non divulgarli, al contrario di alcuni sport di squadra come il calcio dove i contratti e i regolamenti di lega costringono a rinunciare in parte a quella riservatezza.

La voglia di non dare vantaggi agli avversari

Inoltre c'è anche un altro motivo per cui i protagonisti del tennis non divulgano nel dettaglio i propri problemi fisici, come possono essere quelli relativi a infiammazioni o tendiniti. Con informazioni precise si possono dare anche vantaggi agli avversari. Già durante le partite infatti, quando un giocatore si fa male e magari non può scattare, l'avversario ne approfitta puntando su soluzioni che lo mettano in ulteriore difficoltà. Nel caso di Alcaraz ad esempio, particolari rotazioni o traiettorie potrebbero creare problemi ulteriori al polso infortunato. Anche eventuali informazioni su periodi di assenza, che non sono magari ben definiti trattandosi di problemi proprio come quello accusato da Jannik, possono giovare in termini di programmazione degli avversari, sulla base di quali tornei giocare o meno.

Nel caso di Sinner poi c'è anche da tenere conto della estrema riservatezza del ragazzo, che ha preferito da sempre una linea improntata al silenzio con il minimo indispensabile per fare chiarezza su eventuali assenze nei tornei. Nel tennis dunque questo modus operandi è assolutamente comprensibile e diffuso. Con buona pace delle teorie più strane.

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