Kean non si allena con la Fiorentina perché vuole il Como, il club è furibondo: cosa rischia ora
Mattinata di fuoco quest'oggi al Viola Park dove la Fiorentina si è radunata, come di consueto, per sostenere gli allenamenti agli ordini del mister Fabio Grosso e preparare la sfida interna di campionato contro il Frosinone di sabato. Una seduta che però è stata contrassegnata dall'assenza di Moise Kean. L'attaccante si è presentato in ritardo al centro sportivo e poi si è rifiutato di allenarsi con i compagni comunicandolo a club e allenatore. Il tutto per via del pressing del Como che vuole l'attaccante e sta cercando di offrire la cifra giusta a Paratici che chiede non meno di 40 milioni di euro per il suo cartellino. Ma l'accordo non è stato ancora raggiunto e la Fiorentina è stata più volte chiara nel ribadire che Kean andrà via solo se la società lo riterrà opportuno.
Ebbene, secondo quanto appreso da Fanpage da fonti vicine alla società toscana, gli eventi di questa mattina hanno fortemente irrigidito i rapporti tra lo stesso Kean e la Fiorentina in questo momento. Da quanto si apprende, il club viola è irritato dal comportamento di un giocatore importante che pur guadagnando uno stipendio da 5o0mila euro al mese e sempre al centro del progetto sia arrivato a questi mezzi per forzare un trasferimento che a questo punto è a rischio. La volontà del club è che con queste modalità lo scenario futuro per Kean non sarà tanto la permanenza, quanto la permanenza fuori rosa alla Fiorentina facendo saltare definitivamente la cessione al Como.
Kean è assistito dall'agente Alessandro Lucci che sta cercando di accorciare la distanza tra le due società. Ma in questo momento, forse anche perché la Fiorentina non ha alcun bisogno di vendere, la cessione è bloccata. Paratici in attacco ha a disposizione anche Pellegrino dopo aver ceduto Piccoli al Bologna. È chiaro che il club per cedere un giocatore come Kean dovrà prima trovare un sostituto di livello. Mai come in questo momento nessuno vuole commettere passi falsi alla Fiorentina o farsi prendere dalla frenesia. E inoltre, un dirigente così esperto come Paratici, non ha gradito per niente questo tipo di atteggiamento da parte del giocatore e del suo agente.
Il rischio è che Kean, dal sogno Champions col Como, possa ritrovarsi presto fuori rosa alla Fiorentina senza giocare mettendo a rischio chiaramente anche il suo posto in nazionale. Resta inconcepibile sicuramente come calciatori che guadagnino stipendi di questo tipo possano rifiutarsi di recarsi al proprio posto di lavoro e onorare il proprio contratto forzando la mano in questo modo. Di certo non è la prima volta che nel calcio si vedono prese di posizione di questo tipo da parte di calciatore e agente in lotta con la società pur di arrivare a un trasferimento.