Medvedev impazzisce a Vienna, pugni sul campo e poi rimonta: “Se ti fai male non prendi la multa”
A Vienna Daniil Medvedev ha fatto una cosa che non s'era mai vista finora. Perde la testa, si inginocchia e inizia a prendere a pugni il campo. Poi si rialza, rimonta Cameron Norrie da 0-3, annulla un match point e vince 4-6, 6-3, 7-5. E come giustifica quel gesto che rientra nel corredo accessorio delle reazioni più bizzarre e spaventose? Seduto sulla sedia si rivolge all'arbitro e gli dice: "Se ti fai male, almeno non prendi la multa. Piace quando uno si fa un po' male, no?". Chi era lì dice che si è sentito il pugno sul cemento anche in tribuna.
Pugni sul cemento: "Ti odio, non mi piaci!"
Succede tutto nel terzo set. Norrie è avanti nel punteggio, a Medvedev non entra più niente. E soprattutto non gli piace il rettangolo di gioco. E se la prende con la superficie. È già da qualche giorno che la definisce troppo lenta per lui. Predilige quelle veloci, in Austria invece si sente inchiodato. E così, al terzo punto di fila perso, non si trattiene più. Si china e inizia a colpire il fondo. Una volta, due… non per fare scena, è uno sfogo di rabbia vera. Il telecronista commenta quell'episodio con sottile ironia. "Non è soddisfatto della superficie, è la seconda volta che lo fa…". Poi si cala nel personaggio e prova in quel momento a immaginare cosa passa per la testa al russo: "Ti odio, non mi piaci!".
È un gesto plateale, ma non è il Medvedev di Shanghai che tira pallate sul pubblico e si becca squalifica, punti e soldi decurtati dal montepremi. Questa è frustrazione pura, contro il campo.
La rimonta pazzesca di Medvedev
I pugni destano impressione. Medvedev, però, rinsavisce in fretta. Sbollita la rabbia, si accende. E cambia l'inerzia della sfida fino a prevalere 7-6 nel terzo set, dopo essere stato sotto per 5-3 e aver sventato la palla del match per Norrie. Dopo 2 ore e 30 minuti è riuscito a sopravvivere a se stesso, a un incontro molto duro sotto il profilo emotivo. Una vittoria che gli permette di consolidare il quinto posto nella classifica internazionale e gli mette in tasca un biglietto per le Atp Finals di Torino. Intanto, a Vienna, nei quarti di finale incrocerà Adrian Mannarino.
Cosa ha detto all'arbitro, la battuta sulla multa
La frase più pesante la riserva al giudice di sedia. Medvedev è ancora caldo e gliene spara una surreale: "Se ti fai male, almeno non prendi la multa. Quindi beh… piace quando la gente si fa male un pochino, no?". È un riferimento alle multe dell'ATP per chi spacca racchette o tiene comportamenti plateali. Quasi una provocazione, considerato quel che dice. E l'immagine che resta di Vienna non è la rimonta spettacolare. Sono i pugni sul cemento.