Jodar umiliato da Bu agli US Open resta spiazzato dal cronista e non vuole rispondere: “Non ha senso”
Prima è stato sorpreso in campo da Yunchaokete Bu che gli ha concesso appena 4 game nel primo turno di Flushing Meadows, e poi in conferenza stampa quando gli è stato chiesto ancora una volta del "laccio-gate". US Open da incubo per Rafa Jodar che prima di congedarsi e tornare in patria ha dovuto fare i conti con un momento particolare e decisamente sgradito durante l'incontro con i giornalisti. Questo perché l'argomento che ha sollevato molte polemiche nei mesi scorsi è stato tirato in ballo anche a New York dove in realtà il numero 13 del mondo non ha fatto ricorso ad alcuna sosta per poter cambiare le stringhe delle sue scarpe.
Non è stato semplice per Jodar commentare una battuta d'arresto pesante e inaspettata come quella contro il cinese. Al netto della prestazione eccezionale dell'avversario entrato in tabellone da lucky loser in extremis, quella dello spagnolo è stata una giornata da dimenticare, che non è cambiata nemmeno dopo la sospensione per la pioggia. Tanti errori, servizio non incisivo e incapacità di entrare nel match: in pratica l'esatto contrario di quanto mostrato in questo 2026 di grandi affermazioni per lui. Delusione enorme per quello che era uno dei grandi protagonisti annunciati degli US Open, e che invece si è arreso facilmente.
A rendere surreale la scena in sala stampa è il paradosso di un caso deflagrato sui social e riproposto continuamente. Negli ultimi tornei spesso Jodar ha dovuto fermare il gioco per cambiarsi le scarpe dopo la rottura di uno dei lacci, legata probabilmente all'abrasione durante le scivolate. Un episodio che si è concretizzato in momenti topici del match è che stato visto come un modo anche di incidere sull'andamento della partita, con il cambio del ritmo in campo. Questa volta però contro Bu Yunchaokete non ci sono state pause tattiche né stringhe spezzate, ma solo un crollo tecnico netto (appena 6 game conquistati). Il "laccio-gate", che nei mesi scorsi aveva provocato persino lo scontento di colleghi come Shapovalov, è diventato così l'innesco di cortocircuito tra la frustrazione a caldo del classe 2006 e una polemica un po' retroattiva: ""Immagino che probabilmente tu abbia visto online, nel corso dell'anno, alcune persone parlare, per esempio, dei tuoi lacci delle scarpe che si rompono e cose del genere. E mi chiedevo: adesso sei più consapevole di come potresti essere percepito online a seconda di quello che dici?".
Jodar visibilmente sorpreso e spiazzato ha iniziato a guardarsi intorno cercando aiuto anche dall'addetto stampa: "Qual è la domanda? Oggi i lacci non si sono rotti. Quindi ripeto: qual è la domanda?". Parole ripetute diverse volte con buona pace della spiegazione del suo interlocutore: "Non lo so. Non capisco la domanda".
Nonostante i tentativi di strappare una risposta ("Mi chiedevo se sei preoccupato che, parlando delle tue condizioni fisiche, la gente possa pensare che tu stia cercando delle scuse. Ha senso come domanda?"), non c'è stato nulla da fare con Jodar che ha mostrato di essere infastidito spingendo gli addetti ai lavori a passare alla prossima domanda: "Nessun senso, andiamo avanti con la prossima domanda". Insomma non una giornata tranquilla nella sala stampa degli US Open con i momenti di nervosismo di Sabalenka prima e Jodar poi. Un argomento quello delle polemiche sui lacci che però Rafa non vuole assolutamente trattare, (in campo una volta ha portato una busta piena di scarpe in modo provocatorio) soprattutto in un momento di grande delusione e senza che nemmeno ce ne sia stata la necessità.