Carlos Alcaraz deve rivedere i suoi piani: “Mi fermerò anche per due mesi, non posso giocare ogni torneo”
Buona anche la seconda per Carlos Alcaraz agli US Open. Dopo essersi tolto di dosso un po' di fisiologica ruggine all'esordio, il tennista numero due del mondo ha concesso il bis battendo in rimonta Faria. Successo in 4 set per lo spagnolo che ha perso quello di apertura e poi dopo un perentorio 6-0 ha concesso appena 5 game all'avversario. Avrebbe preferito, per sua stessa ammissione, vincere in 3 set ma il fatto di essere rimasto di più in campo può rappresentare un vantaggio dopo uno stop lungo come il suo. E a proposito di stop, quanto accaduto a lui e anche ad altri colleghi ha imposto ad Alcaraz un cambio di prospettiva per il futuro con la necessità di rivedere bene i suoi programmi nel circuito.
Alcaraz dopo la lunga assenza agli US Open vuole rivedere i suoi programmi
Ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro e i 4 mesi di assenza per l'infortunio al polso gli hanno dato almeno la possibilità di presentarsi agli US Open, sì con un po' di incertezza sulle sue condizioni e sul ritmo partita, ma anche con una freschezza fisica diversa da quella dei suoi colleghi. Dopo una battuta su questa considerazione ("Beh, a essere sincero ho preso una pausa più lunga di quanto avrei voluto"), Alcaraz ha mostrato di non aver cambiato idea rispetto al passato sui ritmi del tennis attuale e sulla necessità di riorganizzarsi.
Impossibile pensare di giocare tutti i tornei prestigiosi, anche quelli obbligatori. La pressione insomma è forte ma Alcaraz ha già deciso come comportarsi per non correre il rischio di infortunarsi nuovamente: "Vedendo quanto è fittizio il calendario, anche se non vorrei mai fermarmi per un infortunio, in futuro mi prenderò sicuramente delle pause lunghe. Magari non di quattro mesi, ma di un mese o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti. Stanno aggiungendo tornei sempre più importanti e in un certo senso ci costringono a giocare. Puoi decidere il tuo calendario e saltarne uno o due, ma ci sono i Masters 1000, i Grandi Slam…".
Perché Alcaraz vuole fermarsi, troppi infortuni nel tennis
Alcaraz, Sinner e tanti altri giocatori hanno pagato un conto salatissimo per i tanti impegni e dunque è necessario inevitabilmente fare delle scelte e prendersi delle fisiologiche pause per ricaricare le energie. Il messaggio di Carlitos è forte e chiaro, con buona pace degli organizzatori dei tornei e dell'ATP: "Alla fine giocheremmo 40 settimane all'anno se dovessimo disputare tutti i tornei obbligatori richiesti dall'ATP. È impossibile. Vediamo molti giocatori infortunarsi e stancarsi, e se non si fa qualcosa la situazione peggiorerà in futuro. Per me fermarmi a causa di un infortunio non è stato bello, ma quello che posso dire è che in futuro mi prenderò delle pause e salterò dei tornei di sicuro".
D'altronde in passato Alcaraz si era lamentato a più riprese già dei ritmi del circuito sottolineando la necessità di ricorrere a mini-vacanze. Una posizione che sembrava un po' distante da quella di Sinner che più pragmatico, aveva parlato della possibilità per i giocatori di gestirci senza andare in polemica con l'ATP. Queste parole di Carlos sicuramente non piaceranno ai vertici del tennis.