Rafa Jodar porta una busta piena di scarpe in campo a Cincinnati: è una provocazione dopo le polemiche

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Rafael Jodar risponde alle accuse sui lacci che si rompono: la provocazione del tennista spagnolo al Masters di Cincinnati.

Più che delle prestazioni, delle vittorie e del suo scalare la classifica, Rafael Jodar sta facendo discutere il circuito mondiale per quello che è già stato ribattezzato il "laccio-gate". I ripetuti problemi con le stringhe delle sue scarpe, che lo hanno spinto a richiedere frequenti interruzioni durante i match, gli hanno attirato dure critiche dai colleghi. La questione è deflagrata a Cincinnati durante la sfida contro Denis Shapovalov, con il canadese che ha accusato lo spagnolo di utilizzare uno "stop tattico" per spezzare il ritmo dell'avversario nei momenti chiave della partita. Di fronte alle polemiche, il tennista iberico ha scelto di replicare con una risposta scenografica ed esplicita sul campo in occasione del match successivo contro Alejandro Tabilo.

La risposta di Jodar alle accuse: in campo con le scarpe di scorta

Durante le fasi di preparazione prima dell'inizio del match del terzo turno del Masters 1000, Jodar ha messo in scena una vera e propria contromossa mediatica. Dopo aver poggiato il borsone sulla panchina, il tennista ha estratto una busta trasparente contenente diverse paia di scarpe di ricambio, mettendola bene in vista a favore delle telecamere e del pubblico presente sugli spalti dell'impianto di Cincinnati. Una provocazione palese di fronte alle accuse di scorrettezza, pensata per ironizzare sull'impossibilità oggettiva di consumare così tante calzature nel corso di un unico incontro.

Analisi tecnica e il nodo del regolamento ATP

Al di là dell'aspetto teatrale della vicenda, il caso pone un tema concreto sulle dinamiche di gioco e sull'interpretazione delle norme. Nel post-partita della sfida vinta agevolmente contro Tabilo, Jodar non è tornato sull'episodio, confermando la linea tenuta nei giorni precedenti: "È qualcosa che non posso controllare". Le riprese televisive dell'incontro con Shapovalov hanno effettivamente confermato la rottura meccanica del laccio, legata a un fattore biomeccanico ben preciso: lo spagnolo tende a scivolare sul cemento piegando l'interno del piede in modo esasperato, causando uno strofinamento aggressivo della stringa sulla superficie dura fino al suo sfilacciamento. Tuttavia, la polemica sollevata nel circuito riguarda il confine sottile tra l'inconveniente tecnico e il gamesmanship (la tattica psicologica per innervosire l'avversario). Il regolamento ATP offre un margine di discrezionalità agli arbitri:

"L'arbitro di sedia può concedere una ragionevole estensione del tempo di cambio campo per permettere a un giocatore di cambiarsi le scarpe e/o i calzini. In tal caso, al giocatore non deve essere consentito di lasciare il campo. Il giocatore ha diritto a un solo cambio per partita quando viene concesso il tempo supplementare, a meno che non prevalgano le disposizioni relative all'attrezzatura non conforme". La tolleranza dei giudici di sedia e degli avversari rischia però di esaurirsi rapidamente. Se da un lato l'ironia di Jodar ha alleggerito la pressione mediatica, dall'altro lo spagnolo dovrà trovare una soluzione tecnica con il proprio sponsor per evitare che un problema di materiali continui a condizionare il regolare svolgimento dei suoi match.

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