Jim Courier usa parole forti su Jannik Sinner: “È un assassino a sangue freddo, un malavitoso”

Jannik Sinner ha spazzato via Luca Nardi e si è qualificato agevolmente per il secondo turno del torneo di Wimbledon, dove lo aspetta l'australiano Aleksandar Vukic, che ha sconfitto Tseng il taiwanese Tseng Chun-hsin. Un esordio senza patemi per il numero uno al mondo che si è presentato a Londra con un team dimezzato, dopo il benservito dato a sorpresa qualche giorno fa al preparatore atletico Panichi e al fisioterapista Badio. A Wimbledon Sinner è seguito, oltre che dai suoi due allenatori Vagnozzi e Cahill, anche dall'osteopata Cipolla e dal ‘mental coach' Ceccarelli, che di solito lavora con lui da remoto ma visto il momento particolare si è presentato a Londra per assisterlo di persona.
Courier descrive Sinner in maniera brutale: "Un assassino a sangue freddo"
La ‘mannaiata' data senza tanti complimenti da Jannik ai suoi due collaboratori, coi quali fino a poco prima tutto sembrava andare d'amore e d'accordo (e i risultati peraltro lo confermavano), ha dato l'occasione a Jim Courier per spiegare chi sia davvero – secondo lui – Jannik Sinner quando non colpisce una pallina su un campo da tennis. L'ex numero uno al mondo e vincitore di quattro Slam, oggi commentatore televisivo, usa parole molto forti sul conto del 23enne altoatesino: lo descrive come un "assassino a sangue freddo" e un "malavitoso" (mobster il termine in inglese, ovvero gangster).

Il punto di partenza del discorso è il licenziamento improvviso di Panichi e Badio: "Non sappiamo cosa stia succedendo, sospettiamo certamente che Sinner si sia irritato e abbia deciso di andare avanti. Una cosa che sappiamo è che si presenta come un gatto molto calmo… è un assassino a sangue freddo".
"Non si fa problemi a gestire i suoi affari come un malavitoso"
Il 54enne Courier argomenta la sua definizione rileggendo le scelte fatte da Sinner nella sua carriera: "Ha eliminato Riccardo Piatti, che era stato come una figura paterna. Dopo aver raggiunto i quarti di finale dell'Australian Open anni fa, ha deciso che non era abbastanza. Aveva perso contro Tsitsipas. Non gli piaceva il modo in cui giocava. Sentiva di non essere al passo con i tempi. E ha ingaggiato Simone Vagnozzi. E poi circa quattro mesi dopo, ha ingaggiato Darren Cahill. Ed ecco, è diventato il miglior giocatore al mondo. Quindi non si fa problemi a gestire i suoi affari come un malavitoso. In un certo senso mi piace…".