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Il discorso di Djokovic è un manifesto dello sport: spiega perché a 36 anni è ancora un mostro

Dopo aver vinto per la settima volta Parigi Bercy e aver conquistato il 97° titolo ATP, Novak Djokovic ha fatto capire perché continua a vincere e non ha voglia di smettere di conquistare i principali tornei di tennis.
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A cura di Alessio Morra
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Novak Djokovic non si stanca mai di vincere né di lottare. A Bercy ha conquistato il 97° titolo ATP della sua carriera (intravede Federer, che ne ha vinti 103, e punta Connors, 109). Ha giocato un torneo dispendioso e se l'è aggiudicato in un mese in cui vuole vincere le Finals di Torino e la Coppa Davis. Poteva decidere di mollare, perché non era al top e invece ha fatto festa per la settima volta a Parigi. Subito dopo la finale con Dimitrov ha mostrato il suo cuore e poi in conferenza ha fatto capire perché vince sempre.

Di campionissimi ce ne sono pochi, e campioni non si è per caso. Djokovic è diventato il tennista con più Slam di sempre, a livello maschile, e pian piano si sta prendendo tutti i record del tennis. Nel torneo di Parigi Bercy è tornato alle gare dopo oltre un mese di assenza. Lo ha fatto per l'importanza dell'appuntamento, ma pure per aumentare il numero dei suoi successi e per blindare la prima posizione ATP, che dopo la sconfitta repentina di Alcaraz era sempre più sua.

Ha fatto molta fatica il serbo, che ha accusato diversi problemi di natura fisica e per questo ha impiegato tre set durissimi per piegare Griekspoor negli ottavi, Rune ai quarti e sul filo Rublev in una splendida semifinale. La finale è stata la partita più semplice. Dimitrov è un talento puro, ma non ha le armi per contrastarlo. Djokovic si è imposto in due set svelti.

Dopo aver vinto il numero uno dei numeri uno rispondendo a una domanda sulle sue vittorie seriali ha spiegato perché è davvero così forte. Le sue parole vanno prese da esempio per tanti giovani che si affacciano allo sport, ma anche per chi ha già vinto tanto e vuole confermarsi su alti livelli.

Novak ha fatto capire perché vince e continua a vincere da una quindicina d'anni e lo fa come fosse un giovincello: "Cerco di essere un buono studente di questo sport e di tenere traccia dei numeri, ma voglio anche essere in grado di indirizzare la mia attenzione sempre alla prossima sfida. Finché sarò un giocatore attivo immagino che questa sarà la mentalità che coltiverò".

Con una magnifica chiarezza ha aggiunto: "Per me è stato tutto fantastico, ma è tutto già alle mie spalle. Sono sempre molto orgoglioso dei risultati raggiunti, ma sto già voltando pagina. Questo è fortunatamente o sfortunatamente il mio modo, la mia mentalità, come funziono io. Penso che sia la mentalità corretta per andare. Finché sono attivo voglio vincere di più e giocare ai massimi livelli".

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E vincere a 36 anni contro una sfilza di ragazzini di primissima fascia dà ancora molta più soddisfazione a Djokovic, che con il sorriso ha detto: "Ovviamente gli Slam e i 1000 sono i tornei di maggior valore nel tennis, nel nostro sport. Quindi considerando le circostanze che ho avuto in questi ultimi sette giorni, il successo di Parigi è ancora molto più dolce, e ha molto più valore, soprattutto in questa fase della mia carriera, una fase nella quale nemmeno so qual è. Ma penso che ogni vittoria in un grande torneo oggi valga doppio".

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