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Internazionali d'Italia a Roma

Hurkacz ringrazia i tifosi a Roma: “Dedico la vittoria a quei ragazzi”. Ma erano lì per scommettere

Il tennista polacco si qualifica ai quarti degli Internazionali di Roma, la sua vittoria contro Báez è celebrata con un boato. Peccato che dietro tanto entusiasmo è stato forte il sospetto che si nascondesse dell’altro.
A cura di Maurizio De Santis
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Hubert Hurkacz ha battuto Sebastián Báez in 3 set e s'è qualificato per i quarti di finale degli Internazionali di Roma. Incontrerà l'americano Tommy Paul, lo farà sull'onda dell'entusiasmo per il successo contro il sudamericano dopo una partita molto tirata (5-7, 7-6, 6-4), che ha tenuto con il fiato sospeso anche gli spettatori sulle tribune.

Ce n'era una buona e rumorosa rappresentanza, esplosa in un boato quando il tennista polacco ha chiuso l'incontro con l'argentino. Un'euforia che ha sorpreso e commosso il vincitore, tanto da salutarli in diretta tv al momento delle interviste. "Dedico sicuramente la vittoria ai ragazzi che sono laggiù".  Tutto molto bello, davvero. Peccato che dietro tanto entusiasmo è stato forte il sospetto che si nascondesse dell'altro.

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Nulla di illegale ma di moralmente discutibile sì: qualcosa che annacqua la passione sportiva con l'interesse, che considera lo spettacolo come accessorio rispetto all'incasso da mettere in tasca perché il fiuto è stato buono e la bolletta sulla quale sono stati messi sopra un po' di soldi ha prodotto dividendi. E il dubbio nel caso specifico c'è tutto, considerati gli spifferi che arrivano dal Foro Italico.

Qualcosa di cui è sembrato essere all'oscuro lo stesso Hurkacz che quasi non credeva a quell'ondata di affetto improvvisa, inattesa, fragorosa. Si gira verso di loro, li guarda e quel nugolo di persone urla e strepita ancora. Da copione per un gag sarebbero stati perfetti. "Sono stati semplicemente incredibili nel supportarmi nei momenti difficili", dice mentre loro celebrano quel risultato alzando ancora di un po' il tono del post gara. È fatto apposta? Sì. L'unica cosa vera, e che fa tenerezza, è la buona fede del tennista il quale è convinto che tutte quelle vibrazioni positive siano solo per lui. Magari anche più di una lo è veramente, ma si fa fatica a credere che la maggioranza sia sincera.

A cosa è riconducibile questo scetticismo? Al fenomeno dei tipster, ovvero gli allibratori-fornitori di pronostici-influencer che attraverso le loro community, in affiliazione con le agenzie di scommesse ufficiali, contribuiscono ad allargare il giro degli affari e della moneta sonante. Il dilagare delle puntate sul web ha trasformato il loro operato in un vero e proprio mestiere.

Più le persone finite nella loro Rete di gruppi Telegram o altri ambiti social giocano e perdono, più loro guadagnano soprattutto in caso di piccole puntate. Un volume alto di quote minime rischiate crea un buon tesoretto d'introiti. Il bookmaker di riferimento ripagherà il suo allibratore-fornitore di pronostici-influencer con una percentuale stabilita in partenza. Che c'entra tutto questo con il tennis e Hurkacz? Nulla. Almeno non direttamente dal punto di vista sportivo. Lui non lo sa, ma tutti gli altri che sono intorno sì.

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