Eugenie Bouchard: “Decisi di cambiare il look dei capelli e Rolex non mi rinnovò il contratto”

Per Eugenie Bouchard ormai il tennis giocato è il passato. L'ex giocatrice canadese classe 1994, capace di raggiungere la quinta posizione del mondo, le semifinali agli Australian Open e al Roland Garros e la finale a Wimbledon, ha vissuto una carriera turbolenta. Non sono stati solo gli infortuni ad impedirle di essere più continua nei suoi risultati, ma anche gli alti e bassi nella tenuta mentale. Anche perché Genie ha vissuto un momento di "ribellione".
Eugenie Bouchard racconta il taglio di capelli a sorpresa
Ne ha parlato nel podcast The Ok Sweetie Show, in cui ha rivelato di essere stata piuttosto atipica nella sua crescita tennistica e non solo. Di solito infatti i periodi complicati e di rottura si affrontano nell'adolescenza. Per lei invece tutto è arrivato a 22 anni. A quell'età, la tennista famosa anche per il suo status di giocatrice tra le più curate ed avvenenti del circuito, ha deciso per un taglio di capelli molto particolare: "Sì, ho avuto una fase ribelle molto tardiva. Di solito mi sembra che succeda durante l'adolescenza, mentre a me è capitata a 22 anni e mi sono rasata un lato della testa".

Le conseguenze del taglio e la rottura con Rolex
Le cose però non sono andate proprio come sperava, visto che chi si è occupato del taglio si è fatto un po' prendere la mano e ha esagerato: "A dire il vero, volevo solo una piccola rasatura nascosta, ma non so cosa sia successo: mi hanno rasato letteralmente mezza testa. Mi sembrava di avere l'aspetto di un malato di cancro e ho pensato: ‘Non era esattamente il look che cercavo'". Purtroppo le conseguenze sono state inevitabili, soprattutto dal punto di vista economico.
Dopo quel taglio rivoluzionario, uno dei suoi principali sponsor ha deciso di non rinnovare il contratto: "Ero andata in un salone e ho pensato che non ci azzeccassero mai. È stato molto peggio di quello che avevo in mente. Ma questo ha fatto sì che… il mio contratto con Rolex non venisse rinnovato". Ma la famosa azienda di orologeria come si è giustificata: "Credo abbiano mandato un'email al mio agente dicendo qualcosa del tipo: "Oh, questo, ehm, sai, non è in linea con il nostro brand", o una roba del genere".