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Djokovic si sfila dal ‘suo’ sindacato: “Manca trasparenza, non mi riconosco più nella PTPA”

Novak Djokovic, a sorpresa, ha deciso di abbandonare il sindacato tennistico che aveva deciso di fondare qualche anno fa, la PTPA: “I miei valori non sono più allineati”.
A cura di Alessio Morra
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Qualche anno fa Novak Djokovic fondò la PTPA, Professional Tennis Players Association. Una sorta di sindacato bis del tennis. Per un certo periodo c'è stata anche un po' di concorrenza con l'ATP, che da un certo punto in poi ha raccolto anche una serie di proposte dell'altro sindacato. Ora, a sorpresa, l'ex numero 1 del tennis ha deciso di separarsi dalla PTPA e ha ufficializzato la notizia con un post pubblicato sul suo profilo ‘X': "Dopo un'attenta valutazione ho deciso di allontanarmi completamente".

Djokovic annuncia l'addio alla PTPA

Dunque, prima di partire per l'Australia, dove ha vinto 10 volte gli Australian Open, Djokovic ha ufficializzato l'addio alla PTPA e lo ha fatto pubblicando un lungo discorso su ‘X', dove si è detto fiero del percorso fatto e si è detto orgoglioso di quanto fatto insieme a Pospisil, co-fondatore, però oggi come oggi ci sono una serie di punti che l'ex re del tennis, nonché 24 volte vincitore Slam, non approva e per questo si sfila.

Queste le parole di Djokovic: "Dopo un'attenta valutazione, ho deciso di allontanarmi completamente dalla PTPA. Questa decisione arriva dopo le continue preoccupazioni riguardanti la trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate. Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, dando ai giocatori una voce più forte e indipendente, ma è diventato chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con l’attuale direzione dell’organizzazione. Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e alle persone coinvolte per andare avanti, ma per me questo capitolo è ormai chiuso“.

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