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Djokovic esentato speciale: il peggior messaggio che lo sport avrebbe potuto mandare

Novak Djokovic parteciperà agli Australian Open, grazie ad una speciale esenzione. Il numero 1 al mondo non ha mai chiarito la sua posizione sul vaccino.
A cura di Marco Beltrami
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"Mi dispiace, ma io sò io e voi non siete un c***o". Così il marchese Onofrio del Grillo, interpretato in maniera magistrale da Alberto Sordi, ricorda alla sua maniera la differenza tra il suo status sociale e quello di alcuni popolani. Quel riferimento ad un altrettanto celebre sonetto di Giuseppe Gioachino Belli, sembra cascare a pennello per fotografare quanto accaduto in Australia, con la speciale esenzione rilasciata dagli organizzatori dell'Australian Open e dalle autorità Aussie per il numero 1 al mondo del tennis mondiale Novak Djokovic.

Quest'ultimo infatti sembrava destinato inizialmente a dover saltare il primo Slam stagionale, un torneo che ha vinto 9 volte e di cui è campione in carica. Il motivo è legato alla sua volontà, ribadita a più riprese, di non fare chiarezza sul suo status vaccinale. Il suo non dichiarare di essere vaccinato, accompagnato anche da parole "ambigue" sue e di suo padre, cozzava con la volontà, poi ufficializzata da parte delle istituzioni sportive e non, di aprire le porte dell'Australia solo agli atleti vaccinati e in grado di presentare la relativa certificazione. Ebbene sì dunque, dati alla mano, il numero 1 al mondo sarebbe rimasto fuori dai giochi, se le regole fossero state rispettate alla lettera anche per lui.

Con il passare dei giorni, e con l'accendersi del dibattito ecco che a poco a poco è spuntata fuori, quella parola inizialmente quasi sussurrata ovvero "esenzione". La prospettiva di rilasciare una sorta di lasciapassare per il gigante del tennis mondiale, sul cemento australiano, è diventata sempre più possibile fino a concretizzarsi definitivamente oggi. È stato proprio Djokovic a mostrarsi con tanto di borsoni alle prese con la partenza per l'Australia grazie all'ormai ufficiale "permesso di esenzione". Sarà solo lui a giovarne? Oppure anche gli altri pochi giocatori non vaccinati potranno usufruirne?

Poco conta, perché al momento il dubbio che questo escamotage sia stato studiato solo perché si parla del numero 1 al mondo, sembra fondato. Un brutto compromesso, che sembra dunque giustificato dalla volontà di permettere ad uno dei tennisti più forti della storia di giocare il primo Slam 2022 e magari superare in termini di vittorie complessive nei 4 tornei più importanti Federer e Nadal fermi a quota 20. Il messaggio che passa all'esterno, e valica i confini dell'Australia è molto forte e purtroppo assai negativo. In tutto il mondo da ormai due anni, si sta facendo il possibile per sottolineare l'importanza della vaccinazione, per vincere la battaglia contro il Covid, anche a costo di scelte sofferte soprattutto per chi deve fare delle rinunce importanti che influiscono sulla propria vita e quella della propria famiglia. E il caso Djokovic inevitabilmente è un pugno nello stomaco.

Djokovic durante la premiazione degli Australian Open 2021
Djokovic durante la premiazione degli Australian Open 2021

Proprio lo sport infatti dovrebbe essere foriero di sani principi e valori, soprattutto quando si parla di vere e proprie icone come Djokovic, capaci di catalizzare l'attenzione di milioni e milioni di appassionati e tifosi, e non dovrebbe invece fare i conti con queste situazioni. Situazione che fa invece pensare che in fondo poi quella battuta del Marchese del Grillo sia amaramente vera. Questa volta però c'è poco da ridere. Un'occasione persa per dimostrare che le regole sono uguali per tutti, e che anche se sei uno dei più forti giocatori di tutti i tempi, non è sempre detto che tu possa trovare un "escamotage".

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Giornalista dal 2013, collaboro con Fanpage.it dal 2010 con la mansione di redattore per l'Area Calcio. In passato ho collaborato con le testate giornalistiche Tuttobari, Tuttojuve, Sporteconomy, ricoprendo anche l'incarico di direttore per Go-Bari.it, con un'esperienza da correttore di bozze per la Graphiservice. Laureato in lettere, ho conseguito un master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo presso la Eidos. Gestisco un blog ("Il blog di Marco Beltrami") dove condivido riflessioni e considerazioni.
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