Destanee Aiava lascia il tennis a 25 anni: “Vaffa… a voi che mi avete fatta sentire inferiore”

Destanee Aiava in giovanissima età, sembrava destinata ad una carriera prestigiosa nel tennis e invece ecco i titoli di coda a soli 25 anni. La tennista australiana in un lungo e duro messaggio pubblicato sui suoi canali social ha annunciato il ritiro dallo sport professionistico. Parole forti quelle della ragazza di origini samoane che ha definito il tennis come un "fidanzato tossico" parlando poi del mondo della racchetta come di un ambiente "razzista, misogino, omofobo e ostile".
Chi è Destanee Aiava, la tennista che si ritira dal tennis a 25 anni
Ha fatto molto scalpore quanto pubblicato da questa ragazza che nella sua breve ma intensa carriera ha avuto non pochi problemi. Il peso delle aspettative su una ragazza capace a soli 16 anni di diventare la prima in assoluto (tra uomini e donne) nata negli anni 2000 a vincere un match nel circuito WTA e a giocare poi nel tabellone principale di uno Slam si è fatto sentire. Le cose per lei non sono andate bene nonostante il raggiungimento della 147a posizione nel ranking (nel 2019 è riuscita a battere anche Aryna Sabalenka).
I problemi con depressione e il tentativo di togliersi la sfida
La lotta contro la depressione e addirittura un tentativo di suicidio. Problemi di salute mentale per Aiava che si è rimessa in gioco ottenendo anche risultati importanti poi però ecco anche le nuove difficoltà con il racconto nel 2022 delle sue paure. La voglia di rappresentare la comunità delle Isole del Pacifico l'ha sempre spinta a dare il massimo, ma ora Destanee non ce la fa più ad andare avanti e non tollera più l'ambiente del tennis.
La lunga lista di vaffa di Aiava, con chi ce l'ha
Pur elencando tutte le cose belle che lo sport le ha regalato, ovvero viaggi, migliori amici ecc, le delusioni sono state troppe: "Qualche volta ho continuato a giocare perché sentivo di doverlo non solo a me, ma a chiunque mi avesse aiutato attraverso la mia carriera, a tentare di tornare (sulla carta) al livello cui sentivo di appartenere. Altre volte ho continuato perché ero troppo spaventata all’idea di ricominciare. O ero annoiata. Ancora, non sapevo chi ero fuori dal tennis e quale fosse la mia vera passione. Cercavo costantemente quella cosa che mi dava la pace invece del dolore. In altre parole, il tennis era il mio fidanzato tossico".
Poi una lunga serie di strali nei confronti di chi non è stato tenero con lei: "Voglio dire un enorme ‘vaffanculo' a tutti coloro che nel mondo del tennis mi hanno mai fatto sentire inferiore. A qualunque scommettitore che mi ha spedito odio o minacce di morte. Vaffanculo a tutti voi che vi nascondete dietro i vostri schermi sui social media, commentando il mio aspetto, la mia carriera o qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Vaffanculo a questo sport che si nasconde dietro una presunta classe sociale e a valori da gentiluomo. Dietro gli abiti bianchi e le tradizioni si nasconde una cultura razzista, misogina e omofoba, ostile a chiunque si allontani dagli schemi". E infine una promessa: "Il mio obiettivo finale è svegliarmi ogni giorno e dirmi che amo davvero quello che faccio".