Darren Cahill scherza ma non troppo: “Caccerebbero Sinner da un casinò di Vegas in fretta”. Jannik imbroglia

Che Jannik Sinner sia un appassionato di giochi di carte, nonché un feroce competitore anche lì (e in qualsiasi cosa faccia, del resto sennò non sarebbe numero uno al mondo…), è cosa risaputa. Ci sono video eloquenti al riguardo, tra cui uno risalente al torneo di Cincinnati del 2025, durante una pausa per la pioggia che aveva portato all'interruzione del match con Mannarino. In quella circostanza Sinner era stato visto giocare a carte con il suo team nell'area hospitality, dopo aver anche improvvisato un po' di basket con carta e cestino.
Nessuna novità dunque nelle parole di Darren Cahill contenute nel libro appena pubblicato da Matthew Futterman, affermato giornalista sportivo e autore americano, intitolato ‘The Cruelest Game: Chasing Greatness in Professional Tennis'. Il libro racconta il dietro le quinte del tennis professionistico, focalizzandosi sulle pressioni che gravano soprattutto sui top player. E tuttavia il super coach australiano di Sinner aggiunge un aspetto della vicenda finora sconosciuto: la tendenza di Jannik a imbrogliare…
"Dobbiamo stare attenti a Jannik – dice Cahill, chiacchierando con l'autore con tono scherzoso – È un po' uno da giochi di prestigio. Ogni tanto sparisce qualche carta mentre giochiamo e bisogna tenerlo d'occhio. Di solito, quando sorride sappiamo che qualcosa non è filato liscio, che qualcosa è stato sostituito".
Insomma ‘imbroglione' sì, ma incapace di non farsi scoprire. "Quindi deve ancora lavorare sulla sua poker face?", chiede Futterman a Cahill, che è lapidario: "Lo caccerebbero da un casinò di Vegas abbastanza in fretta".

Come detto, la reputazione di Sinner come appassionato di giochi di carte non è affatto un segreto, in particolare per il burraco. Fu l'ex fisioterapista Giacomo Naldi (oggi rimpiazzato da Alejandro Resnicoff) a far scoprire a tutto il team questo gioco con le carte francesi. Così come non è un mistero che Jannik è un agonista feroce anche fuori dal campo, a qualsiasi cosa si giochi. Cahill in passato ha scherzato dicendo che l'altoatesino sembra quasi più felice quando riesce a strappargli qualche dollaro in una scommessa sulle carte o in una sfida di precisione in allenamento rispetto a quando vince i premi dei tornei.
Veloce in campo con la racchetta in mano, ma anche al tavolo quando maneggia le carte: con Sinner non ci si può mai distrarre. Anche perché ha quell'atteggiamento sornione che non farebbe mai pensare a qualche trucchetto. La famosa ‘poker face' di cui lui stesso ha parlato in passato, spiegando come sia importante non far sapere al proprio avversario cosa si sta passando: "Sembro tranquillo dall'esterno? Sì, dall'esterno… dentro è un completo disastro. C'è una tempesta in corso. A volte devi giocare con la poker face…".