Chi è Magnus Norman, lo specialista della mente che può diventare il nuovo allenatore di Sinner
Dal 2027 Jannik Sinner avrà un nuovo allenatore, l'ufficialità non c'è ma sembra proprio fatta per il cambio della guardia.. Darren Cahill lascia l'incarico, senza rotture e con tanto affetto per annate splendide. Il super coach diventerà Magnus Norman, che affiancherà l'intoccabile Vagnozzi. Lo svedese sembrava il candidato ideale già da tempo alla panchina di Jannik, che sceglie un ex tennista di alto livello che è un allenatore di altissimo livello e che per caratteristiche umane sembra l'ideale per far parte del folto staff di Sinner.
Norman è stato numero 2 della classifica ATP
Iniziamo col dire che Magnus Norman è stato un eccellente tennista che nel 2000 divenne numero 2 della classifica ATP. Ha vinto 12 tornei, ha raggiunto una finale Slam (al Roland Garros), ha trionfato agli Internazionali d'Italia, Roma rappresenta il suo successo maggiore. Con la Svezia vinse la Coppa Davis nel 1998, a Milano battendo l'Italia. Si è tolto lo sfizio di battere Pete Sampras sulla terra di Parigi e Goran Ivanisevic a Wimbledon. Non è stato molto fortunato, però, perché a 27 anni ha dovuto ritirarsi per problemi serissimi al ginocchio, subì anche un intervento al cuore quand'era giocatore per risolvere problemi di aritmia.
Con Soderling i primi grandi risultati da coach
Dal campo alla panchina, piuttosto velocemente, e soprattutto con risultati eccezionali, figli di un metodo, quello della storica cultura tennista svedese, che per oltre un ventennio ha dominato in lungo e in largo. Norman divenne allenatore prima del suo amico Thomas Johansson e poi di Robin Soderling, che raggiunse, con il connazionale in panchina, due finali consecutive al Roland Garros (che torna in questa storia). Nel 2009 Soderling chiuse incredibilmente il dominio di Nadal a Parigi, battendolo in una domenica di maggio un quattro set. Un risultato che vale una medaglia d'oro gigantesca.

Poi i 3 titoli Slam vinti con Wawrinka
Poi la collaborazione lunga e proficua con Stan Wawrinka, che è diventato il quinto Beatles, l'unico a essersi intromesso nell'era dei Fab-4. Wawrinka è riuscito a cambiare pelle ‘da grande' con Norman, che ha festeggiato con lo svizzero la bellezza di 3 titoli Slam (Australian Open, Roland Garros, US Open) e una sfilza di stagioni di altissimo livello, con annessi e connessi, cioè un titolo a Monte Carlo, il numero 3 in classifica, vittorie pesanti contro Djokovic e Federer, oltre a una Coppa Davis.
Norman è un maestro nel lavoro mentale con i suoi giocatori
Norman ha il tennis nel sangue, lo sport nel DNA visti anche i trascorsi dei suoi genitori, ma non c'è solo il tennis nella sua vita. Ha studiato marketing ed economia e lavorato in una società di gestione fondi, ha fondato un'Accademia tennistica con altri ex giocatori svedesi ed ha soprattutto un approccio unico con i giocatori. La tecnica è fondamentale, quanto la tattica, gli allenamenti, meglio un'ora fatta bene che tre fatte male, e la nutrizione. Ma c'è dell'altro. In primis la meticolosità. Le vittorie ottenute dai suoi giocatori contro Nadal o Djokovic sono arrivate grazie a lunghe sessioni di video, nei quali sono stati analizzate le debolezze di quei fenomeni.

Ma altrettanto importante per lo svedese il lavoro mentale. La testa fa la differenza. Wawrinka lo ha spesso ricordato, la trasformazione è stata tutta lì. E la testa nel suo approccio la usa tanto Norman che in passato spiegò che i tennisti non possono essere allenati allo stesso modo, essendo diversi l'uno dall'altro sia a livello tecnico che soprattutto caratteriale. Lui è un uomo calmo, riflessivo, perfetto per far parte dello staff di Sinner che nello staff avrà chi ha fatto cose eccezionali al Roland Garros, l'unico Slam che gli manca.