I premi in ogni ambito creano delle discussioni. A livello calcistico quello più ambito è senza dubbio il Pallone d’Oro, che quest’anno ha vissuto un’edizione unica. Perché non c’è stato un vincitore designato, fino alla fine davvero non si sapeva né si capiva realmente chi potesse vincere tra Harry Kane, Lamine Yamal e Kylian Mbappé, i tre favoriti. L’unica certezza era che ci sarebbe stato un nuovo Pallone d’Oro: ha vinto Kane e le polemiche hanno preso rapidamente il sopravvento. Polemiche onestamente sbagliate. Perché il bomber inglese non si mai arreso, anche quando passava da un prestito all'altro. Non è mai stato un ‘predestinato', non ha mollato mai. Resilienza è una delle parole che ha usato durante la premiazione ed è perfetta per descrivere un attaccante che come il vino buono è migliorato con il tempo.
Harry Kane è il Pallone d'Oro 2026, con merito
Sgombriamo subito il campo. Harry Kane è un degno vincitore del Pallone d’Oro 2026. È uno dei bomber più forti della sua generazione, da anni segna a raffica e nelle ultime stagioni, a dispetto dell’età, è migliorato ulteriormente, aggiungendo skills (come si dice adesso) cioè abilità al suo gioco.
Chiaramente il Pallone d’Oro non va assegnato in base alla carriera o alla propria forza. Altrimenti, ogni anno, sarebbero una mezza dozzina i candidati al successo. Dopo la fine della diarchia Messi-Cristiano Ronaldo, lo scettro di migliore del pianeta se lo giocano Haaland, Mbappé, Yamal, lo stesso Kane e a turno chi svetta in Champions, come è stato in questi anni per Kvaratskhelia, Vinicius o Dembélé. Di questi sette, solo l’ultimo, il francese, in precedenza si era aggiudicato il premio.

I numeri mostruosi di Harry Kane
Il premio viene assegnato per quanto fatto nella stagione precedente, in questo caso quella 2025-2026. Yamal e Mbappé hanno fatto propaganda, con tanto di grancassa, Kane no e i criticoni sono partiti, pesando titoli, trofei, gol e prestazioni, dando anche un coefficiente di difficoltà. I tre titoli vinti con il Bayern sembrano non contare, ma sul piatto valgono. Mbappé ha chiuso senza trofei, certo è stato l'implacabile capocannoniere dei Mondiali, che la Francia sembrava dover vincere e invece se n’è tornata a casa con un quarto posto. Yamal la sua candidatura l’ha posta: 19 anni, un'altra Liga in bacheca e soprattutto i Mondiali vinti, ma negli Stati Uniti non ha brillato. Candidatura convincenti ma non in modo totale.
Kane ha segnato più gol di loro, sommando le reti con Bayern e nazionale inglese, che ha condotto con il fido Bellingham al terzo posto ai Mondiali, e senza una sciagurata tattica di Tuchel in semifinale chissà cosa sarebbe potuto succedere. Il bilancio stagionale è stato di 73 gol in 65 partite. Leader vero, bomber assoluto, a 33 anni, ed era ora, sta rimpolpando la bacheca con trofei veri, dopo averne vinto una marea personali, quest'anno ha rivinto la Scarpa d'Oro, è anche il miglior bomber all time dell'Inghilterra con 91 gol in 125 partite. Adesso si prende anche il premio più grande per ogni calciatore, meritandolo, un premio che non usurpa. Né per la carriera né per la stagione. Né con il suo nome sporca l'albo d'oro.
"Non sono arrivato subito al successo, con resilienza e determinazione tutto si può realizzare"
Il lungo discorso che ha tenuto dopo aver ricevuto il Pallone d'Oro è il manifesto della semplicità di Kane, quasi un ‘normal one', ha ringraziato la moglie, i genitori, il fratello, che gli ha insegnato tante cose quando giocavano al parco da piccoli, i figli, i suoi allenatori ed ha ricordato, davvero in punta di fioretto, il suo percorso che non è stato agevole. La corsa verso il successo di Kane verso la grandezza è partita lentamente. È sempre stato lì, lavorando giorno dopo giorno, anche nei momenti difficili.
Lo ha detto chiaramente: "Qualsiasi ragazzo desideri realizzare i propri sogni deve sapere che tutto è possibile. Con il duro lavoro, anche quando nessuno ti guarda, sperando alti e bassi, con resilienza e determinazione, tutto si può realizzare. Il mio percorso non è stato privo di ostacoli. Non sono arrivato subito al successo, ho dovuto affrontare momenti difficili, ho fatto una serie di prestiti".
Un bomber vero, gentleman in campo e con una vita normale, che è stato capocannoniere ai Mondiali, agli Europei e in Champions e che non da ‘predestinato' ha segnato quasi 550 gol in tutta la sua carriera. Yamal e Mbappé avranno, considerata l’età e il talento, la possibilità di rifarsi e prendersi quel premio, più volte, in futuro.