Bublik ora è un top del tennis, ma non rinnega il passato: “Ero felice, non ho sprecato il mio tempo”

Alexander Bublik ha sempre avuto un talento enorme, ma solo da diversi mesi ha effettuato un vero e proprio salto di qualità. Il kazako è alla soglia della top ten, che vuole conquistare grazie a uno splendido Australian Open. È al terzo turno e sa di avere davanti un buon tabellone, con un'ipotetica sfida con Alcaraz nei quarti. Da Melbourne ha filosofeggiato spiegando cosa è cambiato per lui in questi ultimi mesi.
"Ho trovato equilibrio e finché funziona continuerò"
Per fare il salto di qualità c'è sempre tempo. A 28 anni Bublik sta vivendo il miglior periodo della carriera. A Melbourne gli è stato chiesto in conferenza stampa cosa è cambiato in questi mesi, quantomeno a livello mentale, perché a livello tecnico è sempre stato formidabile. Il click c'è stato nella scorsa primavera, tra aprile e maggio: "Tutto è iniziato intorno al periodo di Madrid, Roma, Torino dell’anno scorso. Ho trovato equilibrio, e sto continuando così. Quando le cose funzionano, non devi per forza cambiare. Finché funziona, continuerò".
Ognuno matura con i suoi tempi ed è così pure per Bublik: "Con il tempo sono cresciuto, maturato, affronto tutto come un lavoro. Sono qui per vincere partite, dare tutto ciò che posso nel rispetto delle regole, nel rispetto del gioco. Cerco di lottare e non ho più alcuna gioia nel perdere, urlare o rompere racchette, devo combattere fino alla fine".

"Amavo il cibo spazzatura, ora ho smesso"
Ha imparato dai suoi errori e a partire dal cibo ha cambiato vita: "Un tempo amavo il cibo spazzatura, bevevo la Coca-Cola, ma ho smesso perché è stata una mia scelta. È bello dormire bene la notte, stare con la famiglia invece di uscire. C'è chi dice che ho sprecato anni a guardare le cose da dove sono ora, potrebbe sembrare così. Ma ero felice".
"Guardando indietro non cambierei niente"
Filosofia di vita precisa quella di Bublik, che non rinnega quanto ha fatto in precedenza, cioè l'aver vissuto in modo poco professionale: "Stavo facendo quello che sentivo di dover fare. Conoscevo le conseguenze. Quindi ero molto pragmatico, nel senso che sapevo che se avessi continuato così, non sarei riuscito a essere costante, a essere tra i primi 20 o i primi 30. Poi, all'improvviso, ho vinto un titolo ed ero felice. Guardando indietro, non cambierei niente. Non so cosa succederà ad Alex Bublik tra cinque anni".