Terminati i Mondiali di sci alpino a Cortina con un bilancio a metà fra il dolce di alcune sorprese (soprattutto l’argento di Luca De Aliprandini) e l’amaro di alcune gare (fra tutte le controprestazioni della detentrice della Coppa del Mondo generale, Federica Brignone), oggi si aprono i Mondiali di sci nordico, in cui partiamo con aspettative molto diverse, di sicuro più modeste.

La location è storica, si gareggerà in Germania, a Oberstdorf, luogo magico per il fondo e il biathlon, in cui sono stati già disputati due Mondiali in passato. E in passato noi avevamo una grande squadra. Nel 1987 uno dei nostri miti della specialità, Marco Albarello vinse il primo oro mondiale della nostra storia, conquistando la 15 km a tecnica classica, anche se la grande impresa la compie un altro grande nome, Maurilio De Zolt, che vince “la gara”, ovvero la 50 km a tecnica libera.

Anche nel secondo mondiale disputato nella località tedesca c’è una prima volta azzurra. Siamo nel 2005 e riusciamo a vincere oro e argento con Pietro Piller Cottrer e Fulvio Valbusa nella 15 km a tecnica libera. Oggi quelle squadre ce le sogniamo, ma c’è un atleta che può dirsi simile ai grandi campioni del passato e che proprio nelle prime gare della competizione potrà farci sognare. Federico Pellegrino ha vinto due gare Sprint nella Coppa del Mondo che si sta disputando, una bellissima gara sprint a coppie con Francesco De Fabiani a Ulricehamn e matematicamente ha già in tasca la Coppa di specialità Sprint perché dopo i Mondiali, le gare di Nové Město sono state già annullate. Di sicuro scenderà in pista per vincere, sia nella gara individuale che quella in compagnia di De Fabiani, ma ci sono due “ma” di cui tener presente.

Il primo riguarda la tecnica, che nella prova individuale sarà in classico. Pellegrino non sale sul podio di una Sprint in classico dai Giochi olimpici di Pyeongchang 2018 e 33 delle sue 36 vittorie in Sprint le ha ottenute in tecnica libera. L’altro enorme ma riguarda il fatto che nelle due vittorie stagionali individuali non c’erano i norvegesi e soprattutto non c’era il mostro della specialità, Johannes Klæbo, davvero ingiocabile in Sprint in tecnica classica. Insieme a lui poi ci sono da sfidare anche l’altro norvegese Valnes, lo svedese Oskar Svensson, il russo Gleb Retivych e tanti altri.

Da vedere con maggiore speranza la gara a coppie in tecnica libera, che si terrà il 28 febbraio nella quale Norvegia, Svezia, Francia e Russia saranno comunque difficili da battere, ma in cui possiamo di sicuro giocarci una carta più alta. Se togliamo queste due gare, le speranze italiane sprofondano nettamente. Questi Mondiali in realtà aspettano quattro protagonisti, i quali si contenderanno la copertina della manifestazione.

Nelle prove Sprint uomini abbiamo già detto della quasi imbattibilità di Johannes Klæbo, ormai data per ovvia. In quelle Sprint femminili invece a dominare è la squadra svedese, in particolare Linn Svahn, davvero in grande forma nelle ultime gare. Per quanto riguarda la gare distance fra gli uomini tutti aspettano il russo Aleksandr Bolshunov (che è pericoloso anche in Sprint), il quale ha dominato il Tour de Ski, battuto i norvegesi nelle ultime due gare sui 15 km e non teme rivali su distanze come la 30 km e la 50 km. Molto più interessante e combattuta potrebbe essere la 15 km a inseguimento.

Infine nelle gare distance per le donne la regina è la norvegese Therese Johaug, già vincitrice della Coppa del mondo generale per tre volte, con la bellezza di 10 medaglie mondiali già conquistate. La faccia dei Mondiali uscirà da questo quartetto di atleti nettamente superiori agli altri nelle rispettive specialità, per cui le gare più tirate potrebbero essere proprio le staffette, in cui non ci si dovrà perdere la sfida fra Russia, Norvegia e Svezia sia in ambito maschile che femminile (tra le donne sono fortissime anche le statunitensi con Rosie Brennan e Jessica Diggins). A un anno dai Giochi olimpici di Pechino, questo mondiale sarà davvero importante per stabilire le gerarchie.