L’assenza di Sofia Goggia nei Mondiali di sci di Cortina che stanno per iniziare è per Marta Bassino un’arma a doppio taglio. La Sofia nazionale fagocita buona parte delle attenzioni dei media nazionali e non solo, lei è esuberante e prende spazio, lo fa in gara grazie alle sue linee sempre rischiosissime e lo fa fuori, grazie a una personalità forte e determinata. Marta al suo confronto sembra una ragazzina delle medie che è sempre un passo dietro alla ripetente che emerge per “cazzimma” e personalità.

L’assenza di Goggia quindi potrebbe essere stimolante per Marta, perché adesso l’occhio di bue delle attenzioni mediatiche è completamente su di lei e nemmeno una Brignone in questa stagione poco appariscente le farà ombra, ma dall’altra parte dovrà gestire questa luce fortissima che la inquadrerà in maniera incessante lungo tutti i Mondiali.

Sulla Marta di quest’anno però c’è davvero da scommettere perché ha deciso di fare a modo suo e proprio per questo motivo sta vincendo.
In questa meravigliosa stagione di Coppa del Mondo ha vinto subito, sul ghiaccio di Sölden nello Slalom gigante d’esordio, mettendosi dietro la vincitrice della Coppa del mondo generale e quella di gigante del 2020, ovvero Federica Brignone. In quello successivo di Courchevel, tutti pensavano che la sua meteora passasse veloce, invece ha rivinto questa volta sulla svedese Sara Hector. De giorni dopo ancora uno Slalom gigante sulla “Emile Allais” di Courchevel e quando la vittoria era a portata di mano la scivolata che però poco toglieva a quello che aveva fatto fino a quel momento.

Quando si arriva al centro della stagione, tutti sono in forma, hanno recuperato da infortuni o problemi di inizio anno e, come si dice sempre, i nodi vengono davvero al pettine. E allora Marta inizia a retrocedere? Due slalom successivi, il 16 e 17 gennaio sulla Podkoren di Kranjska Gora, ci sono tutte le migliori che lottano anche per la classifica della Coppa generale. Marta Bassino fa due slalom sensazionali, piangendo alla fine del secondo perché mettere insieme quattro manche consecutive di questo livello vuol dire dimostrare prima di tutto a se stessi di aver fatto il salto di qualità che tutti si attendevano da lei.

Si arriva quindi ai Mondiali con una consapevolezza nuova. Marta Bassino è una sciatrice di altissimo livello, in questo momento il meglio possibile per quanto riguarda lo Slalom gigante, capace di diventare tale seguendo una traccia antistorica, ovvero in totale controtendenza rispetto alla sciata muscolare e aggressiva che Petra Vlhová, Federica Brignone, Mikaela Shiffrin e Alice Robinson stavano imponendo all’intero circuito. Marta con leggerezza, morbidezza nell’attacco al palo e l’unione di una dolce aggressività con un’estrema sensibilità sulla neve è riuscita a ridefinire il concetto di sciata vincente e tanti oggi si stanno adattando al suo stile e cercando un nuovo comfort nella sciata soprattutto nelle specialità tecniche.

Ma in cosa possiamo sperare per questi Mondiali di Cortina? La combinata non è la gara di Marta, un po’ perché non sta andando bene in Supergigante in questa stagione, un po’ perché lo Speciale non lo digerisce. Prima di lei ce ne sono tante, Vlhová, Shiffrin e Brignone in primis. Però Marta Bassino potrebbe già il primo giorno mostrare il suo stato di forma alle altre e testare la neve. Il Supergigante ha già una vincitrice in pectore, Lara Gut-Behrami, quest’anno dominante in questa disciplina. Qui può succedere di tutto ma ancora una volta non vediamo una Bassino su un possibile podio mondiale.

Arrivano poi le due gare a cui lei tiene davvero. Il 16 febbraio ci sarà il Parallelo. Nell’unico parallelo stagionale ha concluso con un ottimo quinto posto che fa ben sperare. Nel Parallelo bisogna essere fortunati e determinati, ma la sciata di Marta spesso è molto performante in un contesto di gara in cui è bene non avere mai problemi tecnici contro nessuna avversaria. E poi il 18 c’è lo Slalom gigante. Nel podcast “Poligono 360” di Dario Puppo e Massimiliano Ambesi pochi giorni fa si è detta fiduciosa ma non troppo. La pista non è molto tecnica, ci sono tratti piatti in cui lei proprio per la sua leggerezza perde nei confronti di atlete molto più pesanti e muscolari, ma è sempre uno Slalom gigante, la sua specialità. Tra le più pericolose ha messo Petra Vlhová proprio per la sua capacità di fare velocità in tratti poco ripidi.

Come sempre nello sport nulla è certo e, come dice giustamente Marta, insidie e avversarie sono sempre lì per batterti, ma una cosa però è sicura. La stella italiana più brillante di questi Mondiali non può che essere lei. Tutti guarderemo Marta Bassino e la sosterremo dal primo all’ultimo metro. Potrebbe non bastare per vincere, ma quello che è diventata Marta Bassino per lo sci e per lo sport italiano non terminerà con questi giorni mondiali a Cortina.