12 Marzo 2022
20:56

La storia terribile della campionessa paralimpica: “Amputatemi la gamba, non ce la faccio più”

Un incidente durante un esercitazione militare provocò a Shona Brownlee un grave infortunio e, dopo aver sofferto a lungo, fu costretta a farsi amputare la gamba destra. È caduta e s’è rialzata nonostante la vita l’abbia messa dinanzi a prove durissime, fino a diventare una delle atlete di punta della sua nazionale.
A cura di Maurizio De Santis
Shona Brownlee durante una gara ai Giochi Invernali Paralimpici di Pechino 2022.
Shona Brownlee durante una gara ai Giochi Invernali Paralimpici di Pechino 2022.

Musicista. Si arruola nella Royal Air Force ed entra a far parte della banda dell'aviazione di Sua Maestà. Si infortuna gravemente durante un'esercitazione militare e la sua vita cambia, costringendola a prendere una decisione estrema, coraggiosa. La storia di Shona Brownlee scivola sulle piste dei Giochi Paralimpici: nel sit-ski la sciatrice britannica è una delle più forti nonostante il suo debutto sia abbastanza recente, la sua presenza in pista è la testimonianza tangibile che la forza di volontà è tutto e nulla è perduto.

L'atleta di origine scozzese non s'è fermata, nemmeno quando la sorte l'ha messa dinanzi a una scelta durissima da prendere: restare con una gamba destra gravemente compromessa e perennemente dolorante oppure scegliere di perderla, lasciare che il chirurgo la amputasse applicandole una protesi.

Una decisione terribile, presa come rimedio estremo a una condizione fisica divenuta insostenibile. Credeva che quel malessere sarebbe andato via col tempo, con pazienza e una terapia medica. Non l'ha mai abbandonata rendendole impossibile fare ciò che ha sempre desiderato: suonare lo strumento prediletto – il corno francese – in un'orchestra o in una banda, trasformare in professione quella che era una passione alimentata studiando prima al Birmingham Conservatoire e poi all'Arizona State University in America. Aveva trovato un'opportunità nell'aviazione inglese almeno fino a quando non l'è capitato l'incidente fatale.

È successo tutto al termine della formazione militare di base: nel 2012 mise un piede in fallo, cadde e subì quella che sembrava una "semplice" distorsione alla caviglia. Continuò l'allenamento e l'esercitazione ma al rientro al quartier generale ebbe una brutta sorpresa. "Quando sono tornata alla base e mi sono tolta l'anfibio – ha raccontato Brownlee alla BBC -, la mia gamba era nera e blu, era tumefatta fino al ginocchio e molto gonfia".

Il suo calvario è iniziato allora ed è durato per 6 anni: le diagnosticarono una complessa sindrome del dolore regionale che causa un forte dolore persistente e invalidante. Ha provato diverse soluzioni per riuscire a guarire, dalla riabilitazione intensiva fino alla chirurgia, ma è stato inutile e nel 2018 (dopo aver convissuto con quel male) decise di farsi asportare l'arto: "Niente ha funzionato – ha aggiunto -. Ero bloccata con le stampelle con una gamba che non funzionava. Non c'era più niente da fare e ho scelto di farmi amputare la gamba sotto il ginocchio".

Una protesi la aiutò a riprendere la vita di sempre che ebbe di nuovo un punto di svolta quando, durante la riabilitazione, una pubblicità attirò la sua attenzione: avrebbe iniziato a sciare. Lo ha fatto grazie a un equipaggiamento (sit ski) che le ha permesso di cimentarsi sulle piste. È caduta e s'è rialzata fino a diventare una delle atlete di punta della sua nazionale: nella stagione 2019/2020, Brownlee ha conquistato 3 medaglie d'oro ai Campionati Paraalpini britannici. Ce l'ha fatta, di nuovo.

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