
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina sono stato davvero belle, bellissime per i colori italiane, con la bellezza di 30 medaglie, record assoluto. I Giochi Olimpici 2026 hanno raccontato storie meravigliose, di varia natura, con atleti che si sono confermati o hanno coronato una carriera con una medaglia d'oro, ma anche di chi quasi inaspettatamente è riuscito ad arraffare una medaglia, anche se non propriamente d'oro. Ma le Olimpiadi hanno mostrato anche storie di atleti che non sono riusciti a reggere la pressione. La salute mentale è un tema caldo e soprattutto fondamentale anche per gli atleti, che sono sottoposti a stress enormi, che a volte può provocare risultati negativi e prestazioni deludenti, come è accaduto a Malinin e a McGrath.
Il tenero crollo di Ilia Malinin
La pressione è tanta e per alcuni le aspettative sono altissime. Il peso psicologico è notevole per gli atleti che hanno ‘l'obbligo' di vincere. Ilia Malinin, pattinatore artistico americano, rappresenta l'esempio di ciò. Era il grande favorito per vincere la medaglia d'oro, ma nel free skate è crollato: due cadute, una sfilza di errori e ottavo posto finale tra le lacrime. Tutto ‘quasi' prevedibile vedendo i messaggi lasciati sui social. Dispiacere umano, profondo, nel vedere le sue cadute e le sue difficoltà.

La fuga nel bosco di Atle Lie McGrath
Malinin ha ricordato la connazionale Simone Biles che ai Giochi di Tokyo si era ritirata a causa dei ‘twisties', un blocco mentale prodotto dallo stress. Biles gli ha telefonato per dargli conforto e aiutarlo. Il team della salute mentale per gli sportivi d'elite è così ritornato in auge.
Fortissimo è stato anche il momento in cui il norvegese Atle Lie McGrath, al comando dopo la prima manche dello slalom speciale che ha inforcato nella seconda e dopo averlo fatto non è tornato a valle, ma se n'è andato nel bosco a piangere, per sfogarsi in pace, in solitudine.
La ‘delusione' di Odermatt
Questi due sono senz'altro gli esempi più eclatanti degli ultimi Giochi. Ma in generale di casi di questo livello ce ne sono stati. L'obbligo di vincere è un peso, anche se si è migliori. Ne ha parlato pure Marco Odermatt, lo svizzero che sta riscrivendo i record dello sci alpino maschile, che alle Olimpiadi 2026 è arrivato secondo, secondo, terzo e quarto. Insomma, ha portato a casa tre medaglie, ma nessuna d'oro. La parola che più è stata abbinata a lui nei motori di ricerca in queste settimane è stata deluso, lui ha specificato che voleva vincere l'oro, ma l'obiettivo era quello di prendere una medaglia, ne ha ottenute tre! E pure passa come un ‘perdente' olimpico.

Il drago di Mikaela Shiffrin
Più eclatante è il caso di Mikaela Shiffrin che ha vinto la medaglia d'oro nello slalomspeciale, stradominandolo, ma che dopo essersi tolta un peso enorme, il ricordo del papà è sempre forte, e ne ha parlato anche dopo aver vinto, ha dovuto leggere articoli di media americani che nel commentare il suo successo hanno parlato di ‘redenzione' per un'atleta che ha vinto oltre 100 gare in Coppa del Mondo e ha frantumato record. C'è stato chi ha scritto che era riuscita a sconfiggere il Drago. Parole che magari vengono vergate così tanto per dare sfogo a pensieri o sentimenti, ma che possono ferire, d'altronde ferisce più la penna che la spada.