Giovanni Franzoni piange dopo il trionfo storico sulla Streif: “L’anno scorso ero con Matteo Franzoso”

Ci sono gare che ti fanno entrare di diritto nella storia dello sport. Giovanni Franzoni pochi giorni dopo il trionfo di Wengen ha concesso il bis sull’iconica pista Streif, conquistando così la discesa libera di Kitzbühel (Austria). Secondo successo in Coppa del Mondo di sci per il classe 2001 lombardo che si è tolto la soddisfazione di mettere alle spalle Marco Odermatt.
Franzoni trionfa sulla mitica pista Streif
Non è un sogno ma è tutto vero. Giovanni Franzoni ha vinto una delle gare più importanti e lo ha fatto con una prova eccezionale, soprattutto nella seconda parte. 1:52.31 il tempo del bresciano che per sette centesimi ha staccato il campione svizzero che si è dovuto accontentare del secondo posto. Terzo posto per il transalpino Maxence Muzaton, autore di un'ottima prova che però non gli ha permesso di impensierire il nostro atleta che ha confermato il suo magic moment. Quarto posto per Florian Schieder (+0.67) e settima posizione per un Dominik Paris (+0.93) protagonista di qualche sbavatura di troppo.
Il ricordo struggente dell'amico Franzoso
Grande emozione e commozione per Franzoni che si è lasciato andare alle lacrime dopo la sua discesa ancora una volta nel ricordo del suo amico Franzoso deceduto dopo un tremendo incidente in pista. Difficile anche portare a termine l'intervista ai microfoni della Rai per il campione azzurro che ha iniziato a tremare: "Oggi è stata una giornata un po’ speciale perché alla partenza avevo in testa Matteo, perché l’anno scorso eravamo in camera insieme quando era la mia prima volta. Ed ero super carico per la gara di oggi, ma sapevo che non era per niente facile, perché anche Odermatt non ha mai vinto qua, erano tutti stracarichi. Però dopo la gara di ieri ero super motivato, volevo fare tutto quello che potevo. Nella prima parte ho faticato un po’, però sotto ho scacciato veramente la paura, secondo me".
Tutto con l'enorme soddisfazione di mettersi alle spalle un gigante come Odermatt: "Sì, beh, sapevo che doveva comunque arrivare da metà con un bel vantaggio. Non aveva troppo vantaggio, poi ho fatto molto bene la traversa e ha recuperato appena all’ultimo". Indimenticabile.