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Olimpiadi Invernali 2026

Cosa aspettarsi da Sofia Goggia alle Olimpiadi Invernali 2026: a Cortina può diventare leggenda

Sofia Goggia è la faccia delle Olimpiadi Invernali e vuole entrare nella storia sfidando se stessa nella Discesa e nel SuperG dei Giochi Olimpici. La campionessa 34enne ha vinto 2 medaglie iridate (oro e argento) e adesso punta al tris.
A cura di Jvan Sica
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Prima delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 Sofia Goggia, anche se sarebbe meglio dire Sofia Anna Vittoria Goggia, era già la faccia dell'intera manifestazione, perché poco poteva fare in termini di potenza mediatica Michela Moioli, l'altra grande atleta che si associò a lei durante la presentazione della nostra candidatura a Losanna nel 2019. Sofia era i Giochi olimpici italiani e oggi tanto, si spera non troppo, è ancora sulle sue per fortuna erculee spalle. Un anno fa infatti, a poter dividere la scena con lei, come fa nello spot di un marchio sponsor dell'evento, tutti eravamo convinti che ci sarebbe stata Federica Brignone, dall'alto delle sue due coppe del mondo generali nello sci alpino.

Purtroppo sappiamo che Federica tornerà appena in tempo dopo un infortunio devastante e chiederle qualcosa che non sia soltanto l'esserci sarebbe una barzelletta. Se poi crea qualcosa di inatteso, allora Milano-Cortina diventa brignoniana ma meglio non pensarci adesso. Ci resta Sofia quindi (insieme a decine di altri atleti che magari proprio grazie ai Giochi olimpici conosceremo meglio) e Sofia ha accettato la sfida, cosa che fa ormai da quando ha messo gli sci ai piedi.

Sofia Goggia cresciuta seguendo libertà ed equilibrio

Sappiamo tanto di Sofia, non si tira indietro quando c'è da raccontarsi. A 9 anni scrive: "Voglio vincere l'oro olimpico". Dopo 16 anni vince l'oro olimpico in Discesa libera a Pyeongchang 2018, alla sua prima partecipazione. Il bello non è tanto questa storia ma quello che in mezzo c'è stato. C'è stata una bambina irrequieta e che invece di andare piano, come tutti le gridavano nelle orecchie, voleva andare veloce, sempre più veloce, soprattutto con gli sci. Poi è diventata una ragazza con un desiderio, oltre quello dell'essere la più brava di tutte, essere libera. E nella libertà interiore, come lei la definisce, Goggia ha trovato il suo marchio di fabbrica. La libertà goggiana "non è altro che una possibilità di essere migliori", come diceva Albert Camus e lei seguendo questo mantra è cresciuta gara dopo gara.

Altro tassello aggiunto è poi stato l'equilibrio. La Goggia dei primi anni sfidava le coronarie ma anche le diottrie perché mentre era inquadrata in televisione, la vedevi volare da qualche parte, molto spesso rompendosi delle ossa (9 operazioni in tutto). Oggi ha trovato quello che lei definisce linearità, altro concetto che si potrebbe spiegare sia con Euclide, per il quale "la linea retta è la via breve tra due punti" e di linee rette Sofia se ne intende, ma anche con Jung, per cui "l'equilibrio non si trova evitando il caos, ma imparando a conviverci". E cosa è una discesa di Sofia Goggia se non la ricerca costante dell'equilibrio nel caos?

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Cosa aspettarsi da Sofia Goggia a Milano-Cortina 2026

La libertà e l'equilibrio però non bastano, perché per andare veloci non sempre si resta in piedi. E, come detto, quando Goggia è caduta molto spesso si è piegata, dovendo sacrificarsi e sacrificare tutto. In un'intervista ad Aldo Grasso ha detto di aver capito il senso della parola sacrificio quando ha sentito dire che viene da "sacrum facio", rendere sacro ciò che si fa. Riuscire a capire che quello per cui si sogna è anche quello che ti porta più dolore è una scoperta per alcuni scioccante, per altri limitante, per pochi un'informazione con cui convivere, per pochissimi, come per Sofia, diventa determinante. Soffro dunque sono, perché nel sacrificio esalto la mia passione e il mio talento perché, a là Simone Weil e chiudiamo il cerchio: "il sacrificio di sé è la più alta forma di libertà".

C'è l'oggi però a cui dare retta. Quello che sta per vivere Sofia lo ha raccontato lei stessa in un bellissimo esercizio di immaginazione o meglio l’inizio di quella mental imagery che fanno gli atleti quando finta di percorrere la pista prima della gara. Siamo al giorno della gara, ricognizione olimpica: si sale sulla seggiovia a tre posti che dal Duca d’Aosta porta alla partenza. Il sole sorge alle spalle e illumina di arancione le Tofane. È l'alba di un nuovo giorno, l'alba della gara olimpica di Discesa libera a Cortina. L'alba dove la carriera di Sofia può diventare mitologica, se non storica. C'è anche il silenzio più assoluto e ovviamente la bellezza delle Dolomiti ampezzane.

Tra poche ore o minuti Sofia Goggia sarà in quel posto, pensando a questa maestosità, immaginando traiettorie per vincere l'oro olimpico. Per tanti, quasi per tutti, questo sarebbe un abisso in cui perdersi, per Sofia è una condizione in cui ritrovarsi e scegliere di osare. Sarà il coraggio, la lucidità, il talento, la forza e il sacrificio a creare la gara, la gara che tutti aspettano.

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