Cosa aspettarsi da Dominik Paris, il re della Stelvio che vuole salire sull’Olimpo

Smetterà davvero Dominik Paris dopo le “sue” Olimpiadi e quel “sue” non è detto a sproposito o per titolare alla meglio. Il Monte Vallecetta, lungo il quale si snoda la “Stelvio” di Bormio, Paris l’ha percorso in su ma soprattutto in giù un sacco di volte, quasi sempre più velocemente degli altri e ora sarà ancora una volta lì, al cancelletto, non per sfidarla ma per raccontarci ancora una volta la sua storia con lei.
Gian-Franco Kasper, presidente della FIS dal 1998 al 2021, ha definita la Stelvio come la “Scala degli sport invernali” e allora Paris è il Toscanini delle discipline veloci. Ha vinto sette volte su questa pista, sei in Discesa libera e una volta, nel 2018, in SuperG. Ci vuole tecnica, astuzia, potenza e destrezza per vincere sulla Stelvio e "Domme" sa come si fa.
L’inizio e i successi del campione azzurro
Paris arriva in Coppa del mondo dentro al bozzolo del campione. Ai Mondiali juniores di Garmisch-Partenkirchen nel marzo 2009 vince tre medaglie, nel dicembre successivo conquista i primi punti in Coppa del Mondo. Il podio è datato 29 gennaio 2011 in Discesa libera. Il cammino è quello del baby fenomeno e Paris non fa nulla per strapparsi l’etichetta. La prima vittoria in Coppa del mondo non può che essere sgraffignata sullo Stelvio, con un bel pari merito con Hannes Reichelt (13 vittorie nel Circo bianco per lui), una sorta di paggio di rilievo che lo introduce alla grandezza.
Da lì le sette vittorie sette sempre lungo il Monte Vallecetta, ma anche quattro volte la Streif di Kitzbühel, sei volte la Olympiabakken di Kvitfjell e una volta anche la Kandahar di Garmisch, che insieme ad altri primi posti qua e là nel globo fanno 24 vittorie, stesso numero di un certo Gustavo Thoeni, dietro solo alle 50 secche e mitologiche di Alberto Tomba. C'è un 50 però anche nella carriera di Paris ad oggi, sono i podi in Coppa del mondo.

Non si possono dimenticare poi l'oro mondiale in SuperG nel 2019 e l'argento a Schladming nel 2013, mentre le Olimpiadi, con solo un quarto posto in Discesa a Pyeongchang 2018, sono sempre state indigeste.
Forse la cosa che ha stupito di più della sua carriera però è stato il suo ritorno alle gare dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, a cui unire una microfrattura della testa del perone. La carriera era a rischio perché il corpo di "Domme" non potrebbe riposare a lungo, ma appena tornato Paris vince sulla Kandahar il 5 febbraio 2021, dimostrando di essere speciale.
Cosa aspettarsi da Paris
I numeri di una carriera a livelli eccelsi ci sono, c’è la forma fisica, crescente nel corso della stagione con un terzo posto ottenuto nella Discesa libera della Val Gardena e ci sono anche giovani ragazzi italiani che premono e un po' lo spingono a fare meglio e un po' cercano anche di spostarlo (provate a farlo, la carta disce 1.83 di altezza per 95 kg di peso, ma sono stime al ribasso). Florian Schieder, Mattia Casse ma soprattutto Giovanni Franzoni, che ha vinto a Wengen e Kitzbühel, stanno facendo una grande stagione e arrivare all'evento degli eventi in compagnia vincente fa smaltire un po' di peso da spalle singole ed emoziona ancora di più quando è il momento di andare.
Ci sono però gli avversari. Se mettiamo insieme un po' di nomi dei podi degli ultimi anni sullo Stelvio si può vedere una costante. Hanno vinto o sfiorato la vittoria Marco Odermatt, Alexis Monney, Franjo von Allmen e anche Loïc Meillard in SuperG, componenti della "Swiss Speed Team" (nome effettivamente orrendo ma meglio dell'altro, Swiss Army, che di questi tempi non è il massimo) che sta dominando la velocità mondiale. Riuscirà il nostro eroe a superare i bolidi rossocrociati? Forse dovrà aumentare la sua dose di bastardaggine, come si è lamentato in qualche intervista oppure dovrà soltanto disattendere la profezia del luogo dove è cresciuto, Ultimo, nella valle del Trentino in cui ha iniziato ad amare lo sci.