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Olimpiadi Invernali 2026

Andrea Gios: “Sighel mi ha rotto il cuore. Francesca Lollobrigida ha dato una lezione di vita a tutti”

Andrea Gios, Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha rivissuto a Fanpage le emozioni delle straordinarie Olimpiadi di Milano Cortina, che hanno fatto vivere pagine uniche. Grazie al lavoro della FISG e di tutti gli atleti in gara.
A cura di Alessio Pediglieri
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Undici medaglie. Undici conferme che le sensazioni della vigilia non erano illusioni: la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha vissuto la sua Olimpiade più luminosa di sempre con 4 ori, 2 argenti e 5 bronzi arrivati da quasi tutte le discipline contribuendo attivamente ad un medagliere a favola. Andrea Gios, presidente FISG, lo dice con la voce di chi sa che Milano Cortina ha riconsegnato all'Italia una Federghiaccio più forte, pronta a raccogliere l'eredità dei Giochi: "Abbiamo preso tutto ciò che avevamo sognato, ma che non ho mai anticipato per opportunità. Sapevamo il nostro valore" ha raccontato in esclusiva a Fanpage, "e il vanto sono stati i podi in ogni disciplina e nelle gare di squadra".

Ma oltre i numeri, c’è una legacy che va oltre le medaglie: impianti che a Milano, per la prima volta dopo decenni, hanno ridato vita alle discipline sul ghiaccio. Strutture oggi temporanee ma destinate a diventare permanenti. Un dono concreto: "Oltre al progetto in Fiera, continua in modo parallelo anche quello attorno alla rinascita dell'Agorà". E poi il momento più intimo, il più umano: la medaglia d’oro di Francesca Lollobrigida mamma, donna, professionista assoluta: "Ha dimostrato che si può essere tutto insieme, una lezione". Un applauso infinito anche ad Arianna Fontana e a Pietro Sighel nello short track, senza nascondere il nodo in gola: la vergogna subita nei 500 metri per la decisione della giuria, inaccettabile. "Inqualificabile che un atleta alle Olimpiadi subisca una cosa del genere. Pietro ha fatto benissimo a non presentarsi in finalina: ha difeso la sua dignità".

Ora lo sguardo si sposta sulle Paralimpiadi. Andrea Gios non entra nel merito della questione russi-bielorussi: "Non compete a me giudicare ma spero rappresenti un piccolo passo verso un riavvicinamento più ampio". Nutrendo qualche speranza di podio, malgrado la competitività altissima e un livello spaventoso: "Qualche soddisfazione possiamo toglierla. Ci crediamo". Questa è l’Italia del ghiaccio vista a Milano Cortina e queste sono le parole di chi l’ha guidata con passione e competenza.

Andrea Gios, Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio dal 2014
Andrea Gios, Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio dal 2014

Presidente, se le avessero detto alla vigilia che sarebbe stata un'edizione olimpica da record ci avrebbe creduto?

Non lo avrei annunciato ma avevamo analisi che facevamo e aggiornavamo di mese in mese sulla base dei dati storici degli ultimi due anni delle nostre nazionali dei nostri atleti. In cui suddividiamo le probabilità di medaglia disciplina per disciplina fra probabilità alta, probabilità buona, probabilità media e probabilità bassa. L'ultimo statino lo abbiamo redatto il 26 di dicembre.

E cosa diceva?

Avevamo cinque medaglie di probabilità alta e sette medaglie di probabilità buona. Poi avevamo delle altre due categorie altre 10 medaglie. Avevamo 12 medaglie con una buona probabilità di podio. Quindi avevamo piena coscienza di quello che poi è stato fatto, senza dimenticare i quarti posti, anche i quinti, anche i sesti perché ci danno un riscontro in più generale molto positivo. Con un solo rammarico.

Quale?
Non aver centrato altre, secondo me, tre-quattro medaglie che ci stavano, che erano meritate e che si potevano fare facilmente, però guardi, è il gioco delle Olimpiadi. E ci siamo presi anche un'altra soddisfazione enorme.

Anche in questo caso, Presidente, a cosa si riferisce?

Quasi tutte le nostre le medaglie arrivano da lavori di squadra. In tutte le discipline abbiamo portato dei risultati di squadra, un tema enorme per la nostra Federazione. Abbiamo la capacità di preparare non solo il singolo talento che nasce e che quindi fa dei risultati strepitosi. Abbiamo portato avanti delle vere e proprie squadre, nella velocità, nello short track, nel pattinaggio artistico, anche nel curling perché è uno dei rammarichi più grandi non aver fatto medaglia con la squadra maschile che aveva tutte le potenzialità.

L’Hockey potrebbe tornare a Milano grazie agli impianti in Fiera e all’Agorà
L’Hockey potrebbe tornare a Milano grazie agli impianti in Fiera e all’Agorà

Lei ha detto "Ora servono investimenti e impianti". È questa la più grande eredità che lasciano queste Olimpiadi?

L'eredità importante è gli impianti. Noi abbiamo un deficit di impianti che è incredibile rispetto ai nostri competitor. Mi rendo conto che è difficile creare impianti perché ci vogliono investimenti altissimi e altri per mantenerli e restare economicamente sostenibili. Poi ce ne sono altre: dare continuità ai nostri sport,
la capacità organizzativa che abbiamo dimostrato, dando tutta la workforce necessaria per organizzare i Giochi nelle nostre discipline. Abbiamo centrato parecchi obiettivi e altri sono all'orizzonte.

A proposito, a Milano si è parlato e confermato che ci sarà la possibilità di avere un impianto del ghiaccio. Conferma?

Confermo che ad oggi in Fiera si è data disponibilità per la realizzazione di un impianto per il momento temporaneo, ma in previsione di uno studio di fattibilità della realizzazione di un impianto permanente all'interno del perimetro Fiera di Rho. Milano ha tuttora una lacuna incredibile di impianti del ghiaccio. Il progetto che c'è stato presentato, è un progetto importante e interessante. Resto fiducioso e ringrazio tutti i promotori perché a Milano abbiamo una grandissima potenzialità, sia per portare eventi a livello internazionale, sia per far rivivere il pattinaggio artistico, l'hockey, riportare tantissimi bambini e tantissime bambine a fare gli sport di ghiaccio.

Presidente, entriamo nel merito: tempistiche?

Ora l'obiettivo è avere una pista temporanea all'interno di Rho Fiera per l'inizio di ottobre e che rimanga anche tutto l'anno, magari chiuso in mesi estivi, ma comunque una struttura temporanea molto importante. L'Ente Fiera sta lavorando con grande serietà. Vogliamo che questo impianto sia auto-sostenibile e non pesi sulla comunità.

E il progetto legato alla riqualificazione dell'impianto cittadino dell'Agorà?

La struttura dell'Agorà e il suo progetto stanno andando avanti in parallelo. Potrebbe essere un'ulteriore struttura disponibile a Milano, non una alternativa: il Project Financing sta proseguendo secondo l'iter che era stato impostato prima delle Olimpiadi.

Tornando a Milano Cortina, il suo momento personale più bello che ricorda con maggior emozione?

Ogni medaglia è un'emozione particolare ma ricordo in modo particolare la prima medaglia d'oro di Francesca Lollobrigida perché è la medaglia di un'atleta straordinaria. E' voluta ritornare dopo la maternità, è riuscita a fare un risultato strepitoso, ma soprattutto ha dato un messaggio e una lezione incredibile a tutta l'Italia: si può essere mamme, si può avere una famiglia, si può continuare a fare sport o lavorare ad altissimo livello. Basta l'organizzazione, basta l'attenzione. E questo è un messaggio importante, le due medaglie di Francesca hanno dato visibilità a ciò in cui noi per primi credevamo in modo particolare: un messaggio che va al di là dello sport che vuole essere un messaggio che il mondo dello sport lancia a tutta la società civile.

Francesca Lollobrigida con il piccolo Tommaso: per la campionessa azzurra 2 medaglie a Milano Cortina
Francesca Lollobrigida con il piccolo Tommaso: per la campionessa azzurra 2 medaglie a Milano Cortina

Un altro messaggio enorme l'ha dato anche Arianna Fontana con la sua 14a medaglia olimpica…

Ma Arianna Fontana non era qualcosa da scoprire, no? Arianna non deve più dimostrare niente, Arianna è un'atleta strepitosa e mi aspettavo questo risultato perché so quanto lei fosse focalizzata, conosco la sua capacità mentale, l'integrità fisica di arrivare pronta al momento giusto. Strepitosa, esemplare per tutti.

E invece, le ingiustizie subite da Pietro Sighel che hanno scatenato anche la rabbiosa risposta della FISG?

Uno degli aspetti negativi di questa Olimpiade perché Pietro è arrivato prontissimo e lo ha dimostrato nella prima gara, con l'oro vinto nella staffetta mista dove è stato determinante. Sono 3 anni che è il vero leader di questa squadra, il capitano, quello che trascina tutta la squadra e che fa dei risultati importantissimi. Purtroppo le decisioni dei giudici sono state inconsistenti e contraddittorie e questo mi ha infastidito in modo particolare. Ho immediatamente preteso dall'ISU che venisse fatta una verifica sul giudice perché era sempre lo stesso… e purtroppo l'ISU non ha fatto nulla. Ero veramente furibondo perché so quanto fa fatica un atleta per arrivare alle Olimpiadi preparato, so quanto ha lavorato Pietro, so il talento… mi si rompe il cuore a vedere che gli scippano delle possibilità di medaglie.

Cosa le ha dato maggiormente fastidio?

La miopia. La miopia di chi non sa valorizzare con una struttura professionale e adeguata i talenti. Perché Pietro Siegel non è un patrimonio del pattinaggio italiano, è un patrimonio del pattinaggio internazionale. Decisioni sbagliate, una cosa molto grave e mi è dispiaciuto tantissimo e la reazione che ho avuto è stata conseguenza proprio di fatti.

Pietro Sighel gravemente penalizzato alle Olimpiadi da scelte sbagliate dei giudici
Pietro Sighel gravemente penalizzato alle Olimpiadi da scelte sbagliate dei giudici

Lei ha avuto occasione di parlare con Pietro, prima durante e dopo quanto accaduto?

Sì, sì. E su questo episodio in particolare lui ha fatto bene secondo me, a non presentarsi per la finale B. Ha fatto benissimo: che senso aveva farla quando sei stato danneggiato così gravemente dai giudici? Su questo io lo sostengo nel modo più assoluto, è stato inaccettabile: oltre un certo limite anche l'atleta deve far sentire la propria voce.

E sulla polemica tra Pietro e Arianna durante i Giochi? Cos si sente di dire?

Francamente non ero presente ma ritengo che Arianna molto intelligentemente ha glissato sulla questione, non ha forzato la polemica e io non credo che con Sighel abbia qualcosa di particolare da chiarire. Credo che non ci sia alcuna polemica: Arianna, negli ultimi 2 mesi prima delle Olimpiadi si è allenata insieme alla squadra.
Ha lavorato con loro e quindi era integrata in questa squadra e Pietro lo sa perché si allena con lei. Rispetto i giornalisti, rispetto tutti, però dobbiamo guardare oltre e mi pare che i fatti, insomma, vadanno ben oltre.

Adesso sono iniziate le Paralimpiadi. Lei come si pone nella polemica sugli atleti russi e bielorussi e la scleta di diverse Nazioni di boicottare la Cerimonia d'Apertura per protesta?

Io sono dell'idea che lo sport debba essere elemento che vada oltre le polemiche, oltre la politica, oltre le divisioni. Lo spero, ma non posso dare giudizi, non mi competono. Io faccio il presidente di una federazione sportiva e non ho nessuna competenza per entrare in merito. Credo che le Paralimpiadi, come sono state le Olimpiadi, possano aiutare a superare problemi contingenti e ci possano aiutare a superare questo momento difficile di guerra che sta vivendo il mondo.

Le Paralimpiadi sono iniziate sotto il segno della polemica: tanti boicottaggi alla Cerimonia d’Apertura
Le Paralimpiadi sono iniziate sotto il segno della polemica: tanti boicottaggi alla Cerimonia d’Apertura

Cosa si aspetta in ultimo da queste Paralimpiadi? Cosa le darebbe davvero soddisfazione?

Allora, guardi, nell'hockey abbiamo buone possibilità di arrivare in semifinale e di lottare per la medaglia. Abbiamo una squadra molto ben preparata, i ragazzi hanno lavorato seriamente gli ultimi anni, sono molto forti mentalmente anche, quindi questo è un aspetto positivo. Nel curling paralimpico, abbiamo qualche possibilità di successo, specialmente nel doppio misto, ma è più complicata, il livello è altissimo e le discipline sono solo due… incrociamo le dita.

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