Verstappen nauseato da questa Formula 1: “Non è correre, è una barzelletta. Lo direi anche se vincessi”

La stagione di Formula 1 appena iniziata si sta già trasformando in un incubo per Max Verstappen, alle prese con una Red Bull che appare molto indietro rispetto a Mercedes e Ferrari, le due scuderie che sono decisamente più performanti, a giudicare dai primi due Gran Premi. Dopo il sesto posto in Australia, peraltro a quasi un minuto dal vincitore Russell, Verstappen oggi è stato costretto al ritiro a dieci giri dalla fine del GP di Cina dominato da Antonelli, quando comunque era ugualmente lontanissimo dalla battaglia per il podio.
Verstappen svela il motivo del ritiro nel GP di Cina
Il pluricampione del mondo ha spiegato i motivi del ritiro: "C'è stato un problema al raffreddamento del sistema di recupero dell'energia. Nel complesso, è stato un weekend molto difficile per noi. Abbiamo riscontrato gli stessi problemi di Melbourne: avevamo un'usura eccessiva degli pneumatici e continuavamo ad avere difficoltà con il ritmo e il grip. Abbiamo provato una procedura diversa per migliorare la partenza, ma abbiamo riscontrato un problema simile e abbiamo perso diverse posizioni nelle prime fasi, finendo in fondo al gruppo. Dobbiamo analizzare e studiare a fondo per migliorare le prestazioni complessive della vettura. Non è questo il livello che desideriamo".

Verstappen si è scagliato poi, con parole miste tra disgusto e rabbia, sulla nuova Formula 1 ibrida, in cui la gestione dell'energia è predominante sulla guida sempre al limite. A Max la ripartizione quasi 50 e 50 tra motore a combustione ed elettrico non piace per niente: già l'aveva definita "una Formula E sotto steroidi", ora parla di "barzelletta", svelando che la maggior parte dei piloti la pensa come lui.
Il quattro volte campione del mondo rabbioso contro la nuova Formula 1: "Una barzelletta"
"È terribile. Se a qualcuno piace questo, allora non sa davvero cosa significhi correre – ha detto Verstappen dopo la conclusione del GP di Cina – Non è affatto divertente, è come giocare a Mario Kart. Questo non è correre. Li superi a tutta velocità, poi ti si scarica la batteria sul rettilineo successivo e ti superano di nuovo. Per me è semplicemente ridicolo".
Max ha poi avuto a che ridire anche nei confronti di chi sostiene che col nuovo regolamento i Gran Premi siano più divertenti, proprio per i continui sorpassi e controsorpassi: "Kimi e George vincono a mani basse, quindi non c'è un vero e proprio testa a testa. Sono di gran lunga superiori a tutti gli altri. È solo che la Ferrari ha queste buone partenze che le portano in testa, poi ci vogliono alcuni giri per sistemare tutto. Ma questo non ha nulla a che fare con le corse, e direi la stessa cosa anche se vincessi, perché mi interessa lo spettacolo delle corse. Per me è una barzelletta".

Verstappen spera che si torni indietro col regolamento: "La maggior parte dei piloti è con me"
Alla domanda se avesse parlato con i vertici della Formula 1 riguardo a una possibile modifica del regolamento, Verstappen ha risposto: "Bisogna stare attenti a come si dicono queste cose. Ne stiamo parlando. Credo che capiscano il nostro punto di vista, quello dei piloti. Penso di parlare a nome della maggior parte dei piloti. Alcuni diranno che è un bene, perché stanno vincendo le gare, il che è comprensibile. Quando hai un vantaggio, perché rinunciarvi? Non si sa mai quando si avrà di nuovo una buona macchina. Ma se parlate con la maggior parte dei piloti, non è quello che ci piace. Non credo che sia quello che piace ai veri appassionati di Formula 1. Ad alcuni potrebbe piacere, ma non capiscono le corse. Speriamo di potercene liberare al più presto. Alla fine rovinerà questo sport. Gli si ritorcerà contro".
"Sarà molto difficile che tutti siano d'accordo – ha concluso il 28enne di Hasselt, riferendosi a un possibile ribaltone regolamentare – Non tutti devono essere d'accordo, ma la maggior parte deve esserlo per poter apportare dei cambiamenti. Ma è una questione politica. Alcuni ritengono di avere un vantaggio ora e non vogliono perderlo. Lo capisco, non sono stupido, ma allo stesso tempo, se la si guarda dal punto di vista sportivo, non è una cosa positiva".