Toto Wolff disintegra la teoria del complotto sui favoritismi per Kimi Antonelli: “Io sono Satana, dicono”
"Senza cervello. Andate a guardare i Teletubbies e Topolino". Toto Wolff va dritto al sodo e spazza via la teoria del complotto secondo cui in Mercedes tutti i favori vanno a Kimi Antonelli mentre George Russell è abbandonato al proprio destino. Se potesse disintegrare le persone che solo sussurrano ipotesi del genere, lo farebbe con un'occhiataccia. Ma gli accenti che usa nel venerdì delle libere a Singapore sono il segnale spiegano bene quanto sia stufo, nervoso, contrariato da queste illazioni. Voci che hanno preso piede dopo Sepang e il guasto al motore del britannico: una vera iattura per il pilota e per il Team, considerata la conseguente penalità inflitta per aver utilizzato nuovi elementi della power unit superando il numero massimo di componenti consentiti dalle regole FIA. È per questo motivo che Russell scatterà in fondo alla griglia nel GP di F1 sul circuito di Marina Bay.
"È tutto così assurdo – aggiunge il Team Principal -. Pensano davvero che io abbia un pulsante che dice ‘guasto al motore di George adesso' o che stia svantaggiando un pilota rispetto all'altro, mentre lottiamo per il campionato costruttori?".
Ad alimentare il brusio su Kimi trattato come un pupillo e George come il fratello meno fortunato s'è messo anche un altro dettaglio: la scelta della scuderia di mandare in pista nelle libere due monoposto con una configurazione differente. L'una, quella dell'italiano, con l'assetto implementato dai nuovi aggiornamenti. L'altra, quella dell'inglese, con la vecchia struttura (con cui aveva vinto a Baku). Perché? Serve capire cosa non ha funzionato a Sepang poiché le modifiche introdotte hanno peggiorato le prestazioni delle vetture rendendole più lente di quattro, cinque decimi. Un margine minimo ma che può avere un peso enorme, tanto in qualifica quanto in gara, e che nemmeno una monoposto forte come la Mercedes può permettersi.
Eppure, nonostante il presunto "downgrade", Russell è stato il più veloce nell'unica sessione di prove libere. Per i complottisti è stata un'altra prova: gli date materiale inferiore e va più forte.
"Non sappiamo ancora quale specifica sia più veloce e vogliamo capirlo – chiarisce Wolff -. Non c'è alcuna logica politica dietro. Prendiamo una decisione e diciamo: proviamo a scoprirlo. È fastidioso che certi pazzi che non capiscono nulla di come funzionano le relazioni si inventino queste cose. So cosa succede, è già capitato con i tifosi di Lewis. La gente si nasconde dietro gli schermi e si sfoga. A volte leggo e lo trovo esilarante. Ho sentito perfino che sono Satana… quindi è divertente".
La fantomatica teoria del complotto adesso è completa. Per una parte dei tifosi, e anche per l'ex pilota britannico di F1, Martin Brundle, che prima del Bahrain aveva detto che il suo "istinto" gli diceva che Mercedes preferirebbe un titolo di Antonelli, il doppio assetto è la prova definitiva che il team abbia fatto all-in sull'italiano. E non solo perché adesso ha 84 punti di vantaggio e vede il titolo sempre più vicino.
Wolff cancella anche questo e rivendica l'ethos Mercedes dal suo arrivo nel 2013: materiale uguale per entrambi, trasparenza ed equilibrio, il bene della squadra al di sopra di tutto e tutti. "Anche se matematicamente è più realistico pensare che il titolo lo vinca Antonelli, a George saranno date le stesse opportunità".
E cita la lezione di Alain Prost, incontrato da esordiente in griglia: gli chiese perché con Senna fosse finita così male. Prost rispose: "Perché non abbiamo mai capito cosa volesse davvero la squadra. Ti sentivi il favorito del momento, e poi pensavi che le dinamiche politiche ti remassero contro".