Mercedes non capisce perché va più piano: Russell “cavia” a Singapore con due W17 diverse
La Mercedes affronterà il Gran Premio di F1 a Singapore con due monoposto diverse e George Russell che, già penalizzato e costretto a partire da fondo griglia, farà da cavia per capire perché la W17 va più piano. I cinque decimi lasciati sull'asfalto a Sepang nonostante il nuovo pacchetto di aggiornamenti hanno sorpreso il team che ha deciso di mettere sotto esame l'upgrade. Ambiva ad avere prestazioni nettamente migliori, non ha ottenuto la velocità che sperava. Ecco perché il pilota inglese, dopo il guasto recente, sarà sacrificato per fare il confronto tra pacchetti: ‘vecchio' contro ‘nuovo', così da andare alla radice del problema e trovare la soluzione.
In Malesia sono emersi tutti i difetti (inattesi) di una vettura poco brillante sul dritto, sofferente (anche) per l'asfalto abrasivo del circuito, rallentata da una strana resistenza all'avanzamento e con troppo sottosterzo nelle curve lente, oltre a un maggiore consumo della parte elettrica. Morale della favola: proprio sui rettilinei, dove la W17 doveva essere più efficiente, ha perso velocità. "Ti aspetti che arrivino tre decimi e invece sembra di essere andati indietro di tre, quattro o addirittura cinque. È strano", aveva detto il Team Principal, Toto Wolff, subito dopo l'ultima corsa in Malesia.
Per questo nel prossimo appuntamento del Mondiale la Mercedes ha deciso di mettere in atto il piano B d'emergenza: il team ha deciso di mandare in pista due vetture differenti per raccogliere riscontri utili. E quella del britannico, il cui destino è già compromesso, è perfetta per dedicarsi a questo caso di studio.
Andrea Kimi Antonelli, a +84 in classifica proprio sul compagno di scuderia e lanciato verso la conquista del titolo iridato, guiderà una monoposto dalla configurazione più stabile. Non può permettersi passi falsi, deve gestire nel migliore dei modi il vantaggio accumulato anche sulla Ferrari di Lewis Hamilton (+106) e portare a casa punti pesanti. Il resto lo dirà la prova sull'asfalto e il tracciato asiatico sarà il laboratorio per un test fondamentale. Se il confronto confermerà che la vecchia configurazione appare più bilanciata, non è da escludere che la Scuderia opti per un passo indietro prima di Austin, con tutte le complicazioni logistiche del caso. Se invece i dati offriranno riscontri positivi sui nuovi aggiornamenti, allora si andrà avanti sapendo cosa serve correggere e dove intervenire preservando il Mondiale che è lì. E Kimi deve solo andare a prendere.