Russell racconta cosa ha fatto mentre Kimi Antonelli festeggiava il Mondiale F1: “Dovevo andarmene”
Mentre Kimi Antonelli festeggiava il titolo mondiale di Formula 1 con la Mercedes, George Russell aveva deciso di fare tutt'altro: lasciare il circuito di Città del Messico, andare a cena e provare a non pensare più a una stagione che per lui si era trasformata in una continua delusione.
"Dovevo andarmene", ha raccontato il britannico alla vigilia del GP del Brasile, spiegando per la prima volta cosa lo avesse spinto a disertare i festeggiamenti e gli incontri con i giornalisti dopo la gara.

Russell spiega perché ha lasciato la festa di Antonelli: voleva andare a cena e dimenticare tutto
Russell si era congratulato con Antonelli e con la sua famiglia subito dopo la corsa, ma poi aveva lasciato il circuito insieme alla fidanzata e futura moglie Carmen Montero Mundt, senza partecipare alla festa organizzata dalla Mercedes per celebrare il nuovo campione del mondo. Non si era nemmeno presentato agli incontri obbligatori con i giornalisti, una decisione che aveva portato la FIA a infliggere una multa di 5.000 euro alla scuderia tedesca. Quella stessa sera Toto Wolff aveva raccontato di averlo visto profondamente abbattuto, spiegando però di comprendere la scelta del suo pilota.
Quattro giorni dopo, a Interlagos, è stato lo stesso ventottenne inglese a rivelare cosa gli fosse passato per la testa. Ha ammesso che, per quanto gli piaccia confrontarsi con i giornalisti dopo le gare, quella domenica non ne aveva alcuna voglia. "Me ne vado da qui, mi faccio una bella cena e penso a qualcosa che non sia questa stagione di m***a", si era detto.
A pesargli non era semplicemente il fatto di vedere il compagno di squadra festeggiare un Mondiale che lui aveva sperato di conquistare. Era soprattutto il modo in cui era finita un'altra gara nella quale riteneva di poter ottenere un grande risultato. Partito dalla prima fila, a soli nove millesimi dalla pole position di Hamilton, aveva perso diverse posizioni per un problema nell'erogazione dell'energia della Mercedes, per poi concludere sesto dopo una penalità di dieci secondi per il contatto con Isack Hadjar.
Il classe '98 ha spiegato che per tutta la stagione aveva continuato a reagire alle difficoltà, cercando ogni volta di ripartire. In Messico, però, era arrivato al limite. La delusione per l'ennesima occasione perduta si era sommata a quella accumulata nei mesi precedenti. Congratularsi con Kimi era stato un gesto che aveva voluto compiere. Restare a festeggiare, invece, era qualcosa che in quel momento non riusciva a fare.

Russell e il dato scoperto con il suo ingegnere: 14 gare problematiche su 20
Prima di parlare apertamente in Brasile, Russell aveva rotto il silenzio con un lungo messaggio su Instagram, pubblicato nei giorni successivi al GP del Messico. Si era congratulato con Antonelli per il titolo conquistato, riconoscendo i meriti del compagno, ma aveva anche raccontato quanto fosse stato difficile affrontare gli ultimi mesi. "È la prima stagione della mia carriera in cui ho avuto più giorni brutti che belli", aveva scritto, ammettendo di essersi trovato più volte in difficoltà nel reagire alle delusioni.
Una frustrazione che trova una spiegazione anche in un numero emerso da un'analisi fatta con il proprio ingegnere dopo il GP del Messico. Su venti gare disputate, infatti, sostiene di averne affrontate soltanto sei senza inconvenienti. Mentre nelle altre quattordici si sarebbe verificato almeno un problema, non per forza di natura tecnica. Un dato che il britannico ha confrontato con le stagioni precedenti, quando gli intoppi erano generalmente molto meno frequenti.
Il pilota inglese ha descritto una stagione trascorsa a rialzarsi dopo ogni battuta d'arresto, senza mai riuscire a trovare continuità. Ha però riconosciuto anche le proprie responsabilità: non tutti i problemi difatti possono essere attribuiti alla sfortuna o alla squadra, perché alcune sue prestazioni non sono state all'altezza.
A Interlagos si è presentato deciso a ripartire, ma con la consapevolezza che il suo 2026 non sarebbe più stato quello immaginato. La Mercedes ha già il suo campione del mondo, Kimi Antonelli. George Russell, invece, deve ancora trovare il modo di lasciarsi alle spalle la stagione in cui pensava di poterlo diventare lui.