Prezzi benzina e diesel, dove conviene fare carburante da oggi e quanto si risparmia davvero sul pieno

Prezzi di benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 euro al distributore
Dove conviene fare benzina e diesel con il price cap: prezzi regione per regione e quanto si risparmia davvero su un pieno da 50 litri.

Fare il pieno con la benzina a 1,99 euro al litro o il diesel a 2,19 euro può far risparmiare da circa 6 a quasi 9 euro su 50 litri a seconda della zona d'Italia. In autostrada il vantaggio sale ancora e sfiora i 10 euro.

È l'effetto del price cap introdotto da Eni dal 28 settembre e seguito da IP, che ha iniziato ad applicare gli stessi valori in circa 300 distributori con l'obiettivo di arrivare a 2.000. Dal 1° ottobre si aggiungerà Q8, anche se il gruppo non ha ancora comunicato un tetto unico nazionale.

Il tetto ha quindi creato un nuovo riferimento per gli automobilisti. Per capire quanto vale davvero bisogna metterlo accanto ai prezzi medi registrati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 29 settembre.

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Dove si risparmia di più con benzina e diesel a 1,99 e 2,19 euro

I dati Mimit mostrano infatti differenze sensibili tra regioni e Province autonome. Prendendo come riferimento un pieno da 50 litri, il vantaggio rispetto ai prezzi medi self cambia in maniera abbastanza netta.

  • Calabria: benzina a 2,150 euro al litro, con un risparmio di circa 8 euro su 50 litri; diesel a 2,359 euro, con un vantaggio di 8,45 euro.
  • Provincia autonoma di Bolzano: benzina a 2,148 euro, per circa 7,90 euro risparmiati; diesel a 2,365 euro, con un vantaggio di 8,75 euro.
  • Campania: benzina a 2,143 euro e diesel a 2,343 euro. In entrambi i casi il risparmio sul pieno da 50 litri è di circa 7,65 euro.
  • Sicilia: benzina a 2,138 euro, con 7,40 euro di risparmio; diesel a 2,351 euro, con circa 8,05 euro in meno.
  • Sardegna: benzina a 2,134 euro, con un vantaggio di 7,20 euro; diesel a 2,355 euro, per circa 8,25 euro risparmiati.
  • Puglia: benzina a 2,132 euro, con un risparmio di 7,10 euro; diesel a 2,334 euro, con un vantaggio di 7,20 euro.
  • Lombardia: benzina a 2,126 euro, per circa 6,80 euro risparmiati; diesel a 2,345 euro, con un vantaggio di 7,75 euro.
  • Toscana: benzina a 2,123 euro, con 6,65 euro di risparmio; diesel a 2,340 euro, con circa 7,50 euro in meno.
  • Emilia-Romagna: benzina a 2,122 euro, con un vantaggio di 6,60 euro; diesel a 2,329 euro, per circa 6,95 euro risparmiati.
  • Piemonte: benzina a 2,121 euro, con 6,55 euro di risparmio; diesel a 2,340 euro, con un vantaggio di 7,50 euro.
  • Veneto: benzina a 2,115 euro, per circa 6,25 euro risparmiati; diesel a 2,316 euro, con un vantaggio di 6,30 euro.
  • Lazio: benzina a 2,113 euro, con circa 6,15 euro di risparmio; diesel a 2,318 euro, per un vantaggio di 6,40 euro.

Tra le grandi regioni spicca quindi la Campania, dove il tetto vale circa 7,65 euro su un pieno da 50 litri sia a benzina sia a diesel. Il vantaggio resta significativo anche in Lombardia, Toscana e Piemonte, mentre in Veneto e Lazio il divario rispetto ai prezzi medi è più contenuto.

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In autostrada il risparmio sfiora i 10 euro

Il divario cresce per chi deve rifornirsi in autostrada durante un viaggio. Sulla rete autostradale il Mimit rileva infatti una media self di 2,180 euro al litro per la benzina e 2,383 per il diesel. Con il tetto Eni, 50 litri costano quindi circa 9,50 euro in meno con la benzina e 9,65 con il gasolio. Su 60 litri il risparmio supera gli 11 euro.

È qui che la misura pesa di più, perché il price cap Eni riguarda anche gli impianti autostradali e parte da prezzi medi sensibilmente superiori a quelli della rete ordinaria.

Dove valgono davvero i prezzi di 1,99 e 2,19 euro

Eni applica il tetto per 30 giorni dal 28 settembre, con possibilità di proroga fino alla fine dell'anno. IP è partita invece da circa 300 distributori sui 3.400 della propria rete, una ventina in autostrada. L'estensione sarà graduale, quindi vedere un'insegna IP non basta per sapere che in quella stazione benzina e diesel sono già scesi a 1,99 e 2,19 euro. Q8 partirà dal 1° ottobre per 30 giorni. Il gruppo ha annunciato un proprio meccanismo di contenimento dei prezzi, senza indicare per ora un'unica soglia nazionale uguale a quella scelta da Eni e IP.

C'è poi un dettaglio che può ribaltare il confronto: 1,99 e 2,19 euro sono tetti massimi, mentre singoli impianti possono già vendere a meno. Le rilevazioni sui prezzi praticati mostrano, per esempio, che le pompe bianche continuano in media ad avere listini inferiori a quelli delle grandi compagnie, soprattutto sul diesel.

Per questo trovare un Enilive o un IP che applica il price cap non significa automaticamente aver trovato il distributore meno caro della zona. Pompe bianche e singoli distributori delle grandi compagnie possono risultare ancora più convenienti.

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Come capire dove conviene davvero fare il pieno

Un riferimento aiuta a fare il conto velocemente: 10 centesimi al litro valgono 5 euro su 50 litri. Una differenza di 20 centesimi porta il vantaggio a 10 euro. Prima di percorrere diversi chilometri alla ricerca di una pompa a prezzo calmierato conviene quindi controllare l'Osservaprezzi carburanti del Mimit, dove vengono pubblicati i prezzi comunicati dai singoli impianti.

Se nelle vicinanze la benzina è già sotto 1,99 euro o il diesel sotto 2,19, spostarsi verso un distributore che applica il price cap non porta alcun vantaggio. Dove invece i prezzi restano sopra 2,10-2,15 euro per la benzina o 2,35-2,40 per il diesel, il risparmio su un pieno diventa rapidamente consistente.

La mappa cambia quindi da città a città e perfino da quartiere a quartiere. I numeri nazionali servono a capire dove il tetto pesa di più; il prezzo esposto dalla pompa più vicina resta quello che decide quanto si risparmia davvero.

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