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Piero Ferrari amarissimo dopo il weekend horror di Leclerc e Hamilton in Qatar: “È un pugno nello stomaco”

Il fallimento della Ferrari a Losail accende l’amarezza di Piero Ferrari, presente ai box per il GP del Qatar. Davanti alle difficoltà della SF-25 e alla gara disastrosa di Leclerc e Hamilton, il vicepresidente del Cavallino non nasconde la delusione: “Una mazzata e un pugno nello stomaco”.
A cura di Michele Mazzeo
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Il GP del Qatar della Formula 1 2025 si è trasformato in un nuovo campanello d'allarme per la Ferrari, reduce da uno dei weekend più difficili della stagione. A Losail, dove la presenza di Piero Ferrari aveva ribadito l'importanza strategica per gli investimenti nell'area mediorientale, la pista ha restituito un quadro impietoso: prestazione inesistente e un'altra prova deludente per Charles Leclerc e Lewis Hamilton (quattro punti ottenuti in totale tra Sprint Race e gara della domenica al termine di un weekend disastroso), costretti, a causa di una monoposto non all'altezza, a chiudere lontani dalle posizioni che contano.

Il vicepresidente del Cavallino ha assistito al crollo della SF-25 direttamente dal muretto, lasciando trasparire tutta l'amarezza. Le sue parole, affidate a RMC Motori, sono la fotografia del momento: "Dopo una gara del genere c'è poco da dire. Una mazzata e un pugno nello stomaco. Fa male vedere una Ferrari così, mi consolo pensando che c'è ancora una gara, l'ultima della stagione, e poi archiviamo questo campionato".

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Il figlio del Drake richiama la storia per mettere in prospettiva un'annata che ha superato, per delusione, persino i weekend segnati dalle squalifiche: "Nella storia della Ferrari abbiamo avuto alti e bassi. Ricordo il 1973 e i mondiali del '75, la crisi degli anni '90 e i trionfi successivi". Un modo per ricordare come Maranello abbia già attraversato cicli negativi, ma anche come la risalita sia sempre arrivata.

Nonostante la frustrazione, Piero Ferrari ha voluto sottolineare che la base tecnica non è completamente da buttare: "Abbiamo delle cose che non hanno funzionato, ma posso garantire che a Maranello abbiamo anche tante altre cose che funzionano. La fatica sta nel metterle tutte insieme per ottenere il massimo possibile e sono sicuro che lo faremo". Messaggio di fiducia, dunque, in un finale di stagione in cui la squadra è chiamata a ricucire dopo settimane complicate e polemiche interne.

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Il dirigente ha poi chiuso la discussione su un tema che ciclicamente riemerge: il valore della squadra e l'eventualità di una cessione. La risposta è stata netta: "Avrebbe un valore se fosse in vendita come gli altri team. Siamo presenti in Formula 1 da 75 anni e non siamo in vendita".

Un affondo che ribadisce la centralità della Ferrari nel Mondiale F1 e la volontà di ripartire anche dopo un 2025 segnato da errori progettuali e un rendimento lontanissimo dagli obiettivi iridati annunciati a inizio stagione (a Losail è arrivata anche la matematica certezza che chiuderà quarta nel campionato Costruttori). Piero Ferrari, con il suo richiamo alle radici e alle eccellenze di Maranello, prova almeno a riaccendere un po' di fiducia in un finale di anno che tutti a Maranello vogliono solo archiviare.

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