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Perché la Ferrari SF-26 vista a Fiorano non è la vera monoposto di Hamilton e Leclerc per la F1 2026

La Ferrari SF-26 vista a Fiorano è solo il punto di partenza del progetto 2026. Serra e Vasseur spiegano perché non esiste una “versione B”, ma un percorso di sviluppo continuo che porterà a una vettura molto diversa già dal debutto in Australia.
A cura di Michele Mazzeo
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La Ferrari SF-26 mostrata a Fiorano non è la monoposto definitiva con cui Lewis Hamilton e Charles Leclerc affronteranno il Mondiale di Formula 1 2026. È un concetto iniziale, una versione-A pensata per validare scelte strutturali e raccogliere dati, non per rappresentare il livello finale di competitività del progetto di Maranello.

Lo ha chiarito fin da subito Loic Serra, direttore tecnico dell'area telaio, ridimensionando l'idea di una "Spec-B" pronta per Melbourne: "Ci saranno sicuramente delle evoluzioni sulla monoposto. Lo sviluppo non si ferma all'inizio della stagione, ma continuerà per tutta la durata dei test invernali". Parole che fotografano la filosofia adottata dalla Ferrari nel primo anno del nuovo ciclo regolamentare.

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La SF-26 nasce con l'obiettivo di costruire fondamenta solide, non di inseguire la prestazione immediata. Per questo la vettura vista nello shakedown di Fiorano e destinata ai test di Barcellona è volutamente prudente sotto il profilo aerodinamico. La priorità resta l'affidabilità, la percorrenza chilometrica e la comprensione del nuovo pacchetto tecnico.

Una linea confermata anche dal team principal Frederic Vasseur, che ha spiegato perché Ferrari ha scelto di posticipare il debutto nei test collettivi: "La cosa più importante all'inizio è l'affidabilità. L'obiettivo sarà raccogliere il massimo delle informazioni e dei dati dalla macchina e poi da lì inizieremo anche lo sviluppo". In altre parole, la SF-26 non è una monoposto "incompleta", ma deliberatamente non estrema.

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Il punto centrale è che parlare di due versioni distinte è fuorviante. Serra lo ha spiegato chiaramente: Ferrari ha lavorato soprattutto sull'architettura della vettura, cercando una piattaforma flessibile, capace di evolvere rapidamente. "Abbiamo provato ad allungare la fase di valutazione del concetto", ha sottolineato il direttore tecnico, rimarcando quanto lo sviluppo sarà centrale per tutta la stagione.

In un campionato che inaugura una nuova era tecnica, i rapporti di forza iniziali sono destinati a cambiare velocemente. "Melbourne non sarà la fine del campionato", ha ricordato Vasseur. Ed è proprio per questo che la Ferrari SF-26 della presentazione o quella andata in pista nello shakedown di Fiorano non è ancora la vera Ferrari 2026: quella che correrà in Australia sarà il risultato di settimane di aggiornamenti, affinamenti e scelte guidate dai dati raccolti in pista.

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