Pecco Bagnaia e la morte di Luca Salvadori: “Speravo fosse un suo esperimento sociale estremo”

Pecco Bagnaia ricorda bene il momento in cui gli arrivò la notizia della tragica fine di Luca Salvadori, 32enne pilota molto conosciuto e amato per la sua attività sui social, con un canale YouTube seguitissimo in cui raccontava il mondo delle moto, agonistiche e non. Il campione della Ducati prova oggi a spiegare il senso di incredulità di allora, che lo aveva spinto a sperare con tutti i suoi sentimenti che si trattasse di una fake news oppure di un "esperimento sociale estremo" del content creator, diventato negli ultimi anni suo buon amico.
Come Pecco Bagnaia apprese la morte di Luca Salvadori: "Ho sperato in tutti i modi che non fosse vero"
"Io ero lì a ero sul Lago d’Orta a festeggiare l'anniversario con mia moglie, in quel momento era ancora fidanzamento – racconta Bagnaia al podcast ‘BSMT' di Gianluca Gazzoli – Quindi andammo a dormire, la mattina mi sono svegliato, ho preso il telefono in mano e ho letto questa notizia. Io all'inizio speravo vivamente che fosse una fake news o comunque un esperimento. Lui faceva delle cose strane ogni tanto, magari un esperimento sociale particolare, estremo. Ci ho sperato in tutti i modi. Poi ho capito che invece era vero. Sarebbe stato da ammazzarlo di botte, però sempre meglio… Non volevo crederci ed è stato tosta".

Bagnaia ricorda Salvadori con parole bellissime: "Lui era molto genuino, per me mancano delle persone così. Ormai il giornalismo è un continuo cercare la polemica, un continuo guardare al passato, non è più così. Si va avanti, bisogna evolversi. Secondo me questa storia di dare per forza contro ha rotto le palle. Non bisognerebbe più, non deve essere così. Le moto non devono essere un tifo da stadio e bisogna essere obiettivi. Ormai i giornalisti fanno il tifo per magari qualcuno, quindi fanno gli articoli pro o contro, non è così che deve essere".
"Luca era una persona vera e positiva, ci vedevamo anche fuori dalle piste"
Pecco e Luca avevano avuto un percorso diverso, ma negli ultimi anni si erano avvicinati molto grazie alla passione condivisa per le moto, agli eventi Ducati e al mondo social legato al motorsport, diventando amici: "Io credo che ce ne siano poche di persone vere su YouTube. Si cerca sempre lo sfarzo, si cerca sempre far vedere chi ce l'ha più grosso, quelle cose lì. Invece Luca, secondo me, era uno di quelli che poteva essere tranquillo nella sua vita e invece si è messo in gioco da sempre. Ha fatto il suo, si è creato il suo cerchio, e a me piaceva molto perché era anche una persona estremamente positiva sempre. Era difficile vederlo arrabbiato. Le volte che ci siamo visti mi ha sempre dato questa sensazione".

Un rapporto cementatosi ancora lontano dalle piste: "Noi siamo ci siamo visti anche fuori dai box e una volta a Forte dei Marmi siamo andati a cena insieme, abbiamo chiacchierato di tutt'altro, però in una maniera talmente genuina che mi è sembrato di conoscerlo da una vita. È stata una perdita importante per quanto mi riguarda, perché mi piaceva scrivermi spesso con lui per commenti. Lui aveva un'idea corretta sulle cose, molto obiettiva e non paraculata, a me le persone così piacciono molto e poi appunto ho sempre apprezzato la sua visione delle cose. Io le persone positive cerco di tenermele vicino, perché io sono una persona estremamente dura con me stesso, molto realista, e a volte l'ottimismo lo vado a cercare nelle altre persone, lui era una di queste. Tutte le volte che mi ha chiesto di fare qualcosa insieme gli ho sempre detto di sì. L'ho fatto venire nella mia stanza nei circuiti".
Salvadori è morto nel settembre del 2024 in un incidente sul tracciato stradale di Frohburg, in Germania, mentre era impegnato nelle qualifiche della tappa finale dell'International Road Racing Championship: "Le corse su strada io le ho sempre vissute un po' come quelli che si buttano giù con le tute alari – spiega Bagnaia – C'è un rischio grande, purtroppo il suo incidente non è avvenuto per un errore suo, però comunque sai che c'è un rischio maggiore quando corri in mezzo ai marciapiedi".