Valentino Rossi, 41 anni, nel suo rituale prima di lasciare il box / Getty
in foto: Valentino Rossi, 41 anni, nel suo rituale prima di lasciare il box / Getty

Quella di correre due gare nello stesso weekend potrebbe essere un’idea”. La possibilità indicata anche da Valentino Rossi come una soluzione per salvare la stagione 2020 del campionato del mondo MotoGP è qualcosa in più di una semplice ipotesi: affinché il Mondiale sia valido per l’assegnazione del titolo iridato, si dovranno disputare almeno 13 GP ma, con gli stravolgimenti al calendario dovuti all’emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale e le ultime notizie dall’Italia e dal mondo), quella fare tappa su 13 circuiti differenti rischia di diventare un’utopia.

Il Coronavirus minaccia il campionato 2020

Al momento, la MotoGP ha annullato le prime cinque gare in calendario a partire dal round inaugurale del Qatar, cancellato esattamente una settimana prima del GP per le restrizioni imposte dalle autorità locali ai viaggiatori in arrivo dai Paesi che per primi hanno identificato la presenza casi di Covid-19 nella propria popolazione. Tra questi, dopo la Cina e Paesi asiatici, purtroppo anche l’Italia e, con il passare delle settimane, il resto d’Europa così come gli Stati Uniti, dove nel giro di un mese il problema è emerso in tutta la sua gravità. Una situazione che ha portato al rinvio del GP di Tailandia (4 ottobre), del GP delle Americhe (15 novembre), del GP di Argentina (22 novembre), con lo slittamento del GP di Valencia al 29 novembre e il GP di Spagna a Jerez a data da destinarsi.

La decisione relativa l’evento in Andalusia ha inoltre messo in evidenza come, quello che al momento è il nuovo calendario 2020 sia evidentemente un elenco di gare assolutamente provvisorio e inevitabilmente soggetto a ulteriori modifiche dettate dall’evolversi della questione. Per adesso, la partenza della stagione è fissata sul circuito di Le Mans nel weekend del 17 maggio ma sempre più fonti ritengono che manchi ormai solo l’ufficialità a sancire l’annullamento del GP di Francia.

MotoGP come Superbike: due GP nello stesso weekend

La MotoGP non esclude alcuna ipotesi nell’ottica di salvare il campionato e “sta pensando di tutto” affinché, una volta che l’emergenza sarà superata, venga disputato il maggior numero di gare. Nello specifico, in riferimento alla possibilità di correre due GP nello stesso fine settimana con un format analogo a quello utilizzato in Superbike che disputa due gare complete tra sabato e domenica oltre alla gara ridotta chiamata Superpole Race della domenica mattina, il managing director di Dorna, Manel Arroyo, ha rivelato in un’intervista a Canal+ che si tratta di una domanda che è già stata fatta alle squadre” per iniziare a capire “cosa è meglio per tutti, anche se dovremo vedere l’interesse dei costruttori”.

"Mugello a rischio, ma aspettiamo"

Nel frattempo, oltre al GP di Francia, pare sempre più che concreta l’ipotesi che anche il GP d’Italia (31 maggio) così come il round successivo a Barcellona (7 giugno) non vengano confermati. “Esatto, ma aspettiamo di avere informazioni dai promotori degli eventi, nel caso di Le Mans da Claude Micky che è direttamente in contatto con le autorità locali, e lo stesso vale per il Mugello e Barcellona che saranno i round successivi ammette Arroyo – . La nostra idea è chiaramente quella di fare tutto il possibile affinché le gare che rinviate possano essere recuperate in seguito. In ogni caso faremo di tutto per disputare una stagione più completa possibile ma non sarà possibile stabilire nulla di concreto fino a quando non riprenderà l’attività”.

Per adesso è scartata l’opzione di ridimensionare la stagione alle sole gare europee. “Ad oggi, il nostro obiettivo è quello di correre in Asia ad ottobre ed in America a novembre, finendo a Valencia nell’ultimo weekend di novembre ma dipenderà dalla situazione. Il giorno in cui sapremo quando si potrà partire, sarà il momento di vedere quale sarà il calendario che potremo fare”.