Morto Piero Fusaro, l’ex presidente Ferrari aveva 88 anni: fu il Drake a indicarlo come suo successore

A 88 anni è morto Piero Fusaro, che tra il 1988 e il 1991 è stato presidente della Ferrari. Fusaro entro in Ferrari nel 1975, quando venne messo sotto contratto dal Drake Enzo Ferrari, che affidò all'ingegnere la Direzione Generale della Scuderia. Da lì partì una scalata che lo portò fino alla vetta.
"A lei non faccio regali perché le do l'amicizia"
Laureato al Politecnico di Torino in ingegneria elettrotecnica, classe 1938, Fusaro entrò alla Fiat nel 1963. Da lì partì la sua carriera, che lo vide poi direttore dello stabilimento di Sulmona, poi diede vita alla fabbrica di Firenze. Nel 1975 il passaggio alla Ferrari, il Drake gli affidò la Direzione Generale.
In una vecchia intervista Fusaro ricordando quegli anni al fianco del Drake disse: "Ho trascorso con il Commendatore gli anni più entusiasmanti e formativi della mia vita professionale. Per me è stato un padre e penso di essere stato per lui un figlio. L'ho visto spesso fare dei regali costosi. A me non ne fece mai uno, ma mi disse spesso: ‘A lei non faccio regali perché le do l'amicizia".
La presidenza della Ferrari dopo la morte di Enzo
Quando Ferrari nel 1988 venne a mancare, l'avvocato Agnelli gli diede la possibilità di diventare presidente: "L'avvocato mi chiamò dicendomi che Ferrari gli aveva detto più volte che sarei dovuto essere io il successore". Così fu. Manager di razza, fu presidente e amministratore delegato della Ferrari in un momento di transizione delicata: la scomparsa del fondatore, la proprietà ormai pienamente Fiat e la necessità di professionalizzare ulteriormente l'azienda.
Dal punto di vista industriale e finanziario la gestione di Piero Fusaro è da considerare assolutamente positiva: lasciò la Ferrari alla fine del 1991 in buona salute economica, con redditività elevata e una solida posizione patrimoniale e finanziaria. Il suo successore fu Luca Cordero di Montezemolo.