Marc Marquez risponde a chi dice che sta correndo contro Valentino Rossi, ancora oggi

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Marc Marquez ha 9 titoli Mondiali come Valentino Rossi. Ma superarlo non è più un'ossessione.
Il pilota spagnolo può conquistare il decimo titolo mondiale e superare il ‘dottore’. “Che ne vinca un altro o no, non cambierà me”. È una frase che qualche anno fa non avrebbe mai pronunciato.

Marc Marquez ha 9 titoli come Rossi. Può conquistare il decimo, quello che Valentino non ha mai vinto. E proprio adesso che può superarlo, il campione spagnolo dice che non gli serve per sentirsi a posto. "Che ne vinca un altro o no, non cambierà la mia prospettiva. Non cambierà me". È una frase che qualche anno fa non avrebbe mai pronunciato. Poi sono arrivati gli infortuni, le operazioni, l'incidente del fratello Alex in Catalogna. E ha iniziato a vedere tutto in un altro modo.

Nel 2019 avrebbe risposto in un altro modo: "Dai, ne voglio ancora"

Marquez sa bene quale eco possono avere le sue parole quando gli chiedono del ‘dottore'. Ha imparato col tempo a calibrarle. E le risposte che dà al giornalista di AS non sono semplicemente prudenti, né gli servono per svicolare dal tormentone che lo accompagna da anni ma lo specchio della maturità odierna. Anzi, ammette che il paragone con il decimo titolo fino a qualche anno fa lo sentiva tutto.

"Lo capirei, e te lo dico con la massima sincerità. Se me l'avessi chiesto nel 2019, ti avrei risposto: Dai, ne voglio ancora. Avevo 26 anni, venivo da quattro Mondiali di fila. Avevo già sei titoli. Certo che ne volevo altri". Poi la carriera si è spezzata. Dal 2020 al 2023 è stato come ritrovarsi in un limbo.

Quello che è successo dopo Jerez 2020

Non si è trattato solo di un braccio rotto, ma di tutto quello che c'è stato dopo. L'incidente a Jerez il 19 luglio del 2020 ha aperto un calvario di quattro operazioni per curare l'omero destro. A questi interventi se ne sono aggiunti altri successivi (tra cui la rimozione di viti e la pulizia dell'articolazione nel maggio 2026), portando il conto della sola spalla/braccio destro a 7 complessivi. Poi ci sono stati i periodi di stop e il dubbio di non tornare più quello di prima. È stato allora che Marquez ha capito cosa è rischio e quanto la vita sia l'unico, vero trofeo inestimabile da custodire.

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"Ho avuto una carriera da sogno, finché un giorno non ho capito che siamo tutti umani. Fino ad allora non avevo capito il rischio del motociclismo. Vedevo gli incidenti dei compagni, li guardavo, ma finché non capita a te non capisci. Quest'anno l'ho capito ancora di più vedendo l'incidente di mio fratello in Catalogna".

E proprio quanto accaduto al Montmelò gli ha ricordato che non è solo una questione di titoli.

Il nono titolo lo ha liberato

Ed è qui che si chiude il cerchio con Rossi. Marquez dice che dopo tutto quello che ha passato, tornare a vincere era l'unica cosa che contava davvero. Non per i numeri. "Per me era fondamentale, incredibilmente importante, vincere un altro titolo dopo l'infortunio. Avendo vinto questo, il nono, mi ritirerò serenamente quando arriverà quel giorno. In tutta tranquillità". Tradotto: il nono gli serviva, perché lo doveva a se stesso. Il decimo non lo deve a nessuno.

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