Marc Marquez si prende la colpa dei problemi Ducati davanti a Tardozzi: “Sono io, non è la moto”
Davide Tardozzi prova a suggerire alcune modifiche per migliorare la trazione della Ducati GP26, ma Marc Marquez lo ferma con un gesto della mano e si assume la responsabilità delle difficoltà: "Non è l'assetto, sono io. Lo so".
Il confronto, ripreso dalle telecamere nel box di Borgo Panigale durante il GP d'Indonesia della MotoGP 2026, compare nel nuovo episodio di Inside Ducati. Una conversazione senza tensioni, nella quale il nove volte campione del mondo indica se stesso come il primo elemento su cui intervenire.
Marquez interrompe Tardozzi nel box Ducati: "Il problema sono io"
È sabato, a Mandalika. Lo spagnolo è ancora in tuta, seduto accanto a Tardozzi. Il team manager cerca una soluzione alle difficoltà incontrate in pista: "Vorrei suggerirti anche la posizione del corpo, l'assetto… Provare qualcosa per trovare più trazione, non so", accompagnando le parole con ampi movimenti delle mani, cercando di spiegare al pilota ciò che ha in mente.
Il 33enne di Cervera ascolta, poi solleva la mano destra, con il palmo aperto, e lo interrompe: "Non è l'assetto… sono io. Lo so". Tardozzi gli appoggia una mano sulla spalla e continua a parlargli. Nessuna discussione accesa, soltanto il confronto fra un pilota che conosce le proprie difficoltà e un responsabile della squadra che prova ad aiutarlo a superarle.
Perché Marquez soffre a Mandalika: le curve a destra e il vantaggio Aprilia
Già dopo le prove del venerdì, Marquez aveva spiegato che nelle curve veloci a destra fatica più degli altri piloti Ducati, soprattutto quando bisogna restare a lungo inclinati sullo stesso lato dello pneumatico. Aveva citato anche il fratello Alex, capace di affrontare quei tratti con maggiore velocità.
Nel documentario racconta inoltre che l'aumento della gomma depositata sull'asfalto può aiutarlo, proprio perché il suo stile di guida fa molto affidamento sull'angolo di piega. Il problema discusso con Tardozzi riguarda quindi una difficoltà specifica, senza cancellare quelle della Desmosedici su un circuito particolarmente favorevole all'Aprilia.
Sabato il campione in carica della MotoGP ha conquistato la Sprint, approfittando anche dei problemi dei rivali. Domenica invece ha chiuso sesto, mentre l'Aprilia ha occupato tutte le prime quattro posizioni. Anche Gigi Dall'Igna ha riconosciuto che la Ducati non aveva il passo delle moto della casa di Noale.
Eppure Marc Marquez ha lasciato Mandalika con gli stessi due punti di ritardo da Jorge Martin che aveva all'inizio del weekend: 353 contro 355. Proprio sul circuito che in passato non gli aveva mai permesso di terminare una gara domenicale, è riuscito a limitare i danni nella corsa al titolo mondiale.