Marc Marquez allude alla strategia dell’Aprilia: “Il paddock è piccolo, queste cose si sanno”

Immagine
Il secondo posto nella Sprint malese consente a Marc Marquez di guadagnare punti preziosi nella corsa al titolo: tra la gestione della pioggia e il duello con Ogura, il pilota Ducati lascia intendere che nel paddock nulla passa inosservato.

Il secondo posto nella Sprint Race del Gran Premio della Malesia vale molto più di una semplice posizione sul podio e Marc Márquez ha raccolto nove punti in una gara resa insidiosa dalla pioggia: questo risultato gli permette di aumentare il margine sui rivali e di affrontare con maggiore serenità il finale del Mondiale MotoGP.

A DAZN lo spagnolo ha spiegato il senso della sua strategia: "Sì, è uno di quei piazzamenti sul podio che hanno un grande valore; sono 9 punti che con un rischio maggiore avrebbero potuto essere 12 o addirittura 0. Il rapporto rischio-beneficio non era sufficiente. E oggi abbiamo usato bene la testa per come siamo partiti; è lì che la gara si è complicata per me e da lì abbiamo costruito per ottenere il massimo".

Immagine

La caduta di Alex Márquez ha mostrato quanto fossero insidiose le condizioni e Marc ha osservato: "Non c'era acqua, stava appena iniziando a piovigginare, ma lui andava veloce; la pista qui cambia molto dalla mattina al pomeriggio. Alex è in un momento di grande fiducia e a volte succede, ma questo è il bello del motociclismo".

Il pilota Ducati aveva già deciso come comportarsi in caso di rientro ai box e non avrebbe preso l’iniziativa per cambiare moto, ma avrebbe seguito il leader oppure sarebbe rimasto in pista: "La priorità numero uno era non essere mai in testa perché la Ducati mi aveva avvertito in anticipo che queste condizioni potevano presentarsi. Ho rivisto cosa era successo in passato; nel 2014 in Aragona sono caduto, quest'anno a Jerez sono caduto di nuovo. Questa volta era impossibile cadere, bisognava evitarlo; su questo avevo le idee molto chiare: rimanere dietro di loro e se il primo fosse rientrato ai box, sarei rientrato anch'io; altrimenti no".

Il confronto con Ogura e il messaggio dal paddock

La Sprint ha offerto anche il duello con Ai Ogura, con il giapponese della Trackhouse Aprilia ha cercato il sorpasso, mentre Marco Bezzecchi puntava alle prime posizioni. Márquez ritiene che Ogura volesse restargli davanti per difendere il podio e ha lasciato intendere che certe dinamiche siano note a tutto il paddock: "Ogura cercava di stare davanti perché, altrimenti, sapeva che avrebbe perso il podio. Non può mettersi tra me e Bezzecchi se non gli faccio guadagnare più punti. Sapevo che Ogura sarebbe stato aggressivo; siamo riusciti ad attaccarlo perché altrimenti sapevo che Bezzecchi avrebbe attaccato me, e uno degli obiettivi era finire davanti a Marco".

È il passaggio più delicato. Márquez non ha denunciato apertamente un’intesa tra i piloti Aprilia né formulato un’accusa diretta, ma ha fatto capire di aver previsto l’aggressività di Ogura: "Il paddock è piccolo e queste cose si sanno". Una frase che racconta quanto rapidamente circolino le informazioni tra box e squadre.

Immagine

Con il secondo posto, Márquez porta a 19 punti il vantaggio sul più diretto inseguitore, con Jorge Martín che salterà la gara di domenica: il margine è prezioso, ma non chiude la corsa al titolo perché gli ultimi appuntamenti possono ancora riservare imprevisti e serviranno lucidità e capacità di scegliere quando attaccare. E questo Marquez lo sa: "Se riesco a guadagnare altri 5 punti, tanto meglio. Mancano solo poche gare, ma ci sono tanti momenti da giocare, e tutto può succedere se siamo concentrati al massimo. E lo abbiamo già visto; quando dobbiamo essere aggressivi contro un altro pilota, lo siamo, e quando è il momento di usare la testa, ci proviamo, anche se a volte non funziona".

A Sepang lo spagnolo ha privilegiato il controllo senza rinunciare al confronto e ha gestito una Sprint insidiosa, rispondendo a Ogura quando necessario e ha evitato di trasformare una buona occasione in un rischio inutile. Nella volata verso il titolo, quei nove punti possono rivelarsi decisivi: a questo punto della stagione, evitare un errore può valere quanto guadagnare una posizione. La lucidità sarà decisiva nelle prossime gare: ogni punto potrà pesare davvero molto.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views