La F1 vieta i test privati, ma in 48 ore 11 piloti hanno girato al Mugello e Imola: perché è tutto regolare

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Mugello e Imola invasi dalle Formula 1 nonostante i test privati siano vietati: in appena 48 ore hanno guidato 11 piloti per cinque team diversi. Dai test Pirelli ai TPC fino ai filming day, il regolamento spiega perché possono farlo e quali limiti devono rispettare.

In teoria i test privati in Formula 1 sono vietati. Nella pratica, nelle ultime 48 ore, nella settimana di pausa del Mondiale F1 2026 prima del GP di Monza, tra Mugello e Imola sono scese in pista monoposto di McLaren, Red Bull, Audi, Ferrari e Racing Bulls con undici piloti diversi. Non c'è però alcun escamotage né un aggiramento delle regole: il regolamento prevede precise eccezioni che permettono alle squadre di girare anche durante la stagione.

Il gruppo più numeroso è stato quello impegnato al Mugello nei test Pirelli per gli pneumatici 2027. Mercoledì hanno guidato Oscar Piastri e Liam Lawson, giovedì è toccato a Lando Norris, Ayumu Iwasa e Nico Hulkenberg. Sono stati percorsi complessivamente 2.948 chilometri provando le mescole più dure, dalla C1 alla C3.

I tempi (1'21″358 per Piastri, 1'22″297 per Lawson, 1'21″899 per Norris, 1'23″414 per Iwasa e 1'24″012 per Hulkenberg) non rappresentano però una classifica attendibile. Programmi, prototipi, stint e carichi erano differenti e, soprattutto, il test era organizzato da Pirelli esclusivamente per sviluppare le gomme. Le squadre non possono trasformarlo in una sessione privata per sviluppare liberamente la propria monoposto.

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Dai TPC ai filming day: come le squadre possono aggirare lo stop ai test senza violare le regole

Sempre al Mugello, contemporaneamente, Ferrari ha utilizzato la SF-25 del 2025 con Rafael Camara, Norman Nato, Antonio Fuoco e Dino Beganovic. Qui la formula regolamentare era diversa: un TPC, Testing of Previous Cars, che consente alle squadre di utilizzare monoposto delle stagioni precedenti entro limiti precisi.

Per Ferrari è stata così l'occasione per far accumulare chilometri a Camara e Beganovic e soprattutto per lavorare con i propri uomini dello sviluppo. Nato, al debutto assoluto su una Ferrari F1, e Fuoco possono infatti trasferire alla pista il lavoro effettuato al simulatore e migliorare la correlazione dei dati.

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Contemporaneamente a Imola Nikola Tsolov ha effettuato il suo primo vero test in Formula 1 con la Racing Bulls VCARB 02 del 2025. Il leader della F2 ha completato almeno 300 chilometri, raggiungendo così uno dei requisiti necessari per la Superlicenza FIA e avvicinandosi alla possibilità di essere impiegato anche in una futura FP1 continuando quindi a sognare un sedile nella prossima F1.

Sullo stesso circuito Racing Bulls ha fatto girare anche Arvid Lindblad e Liam Lawson con la monoposto 2026, ma attraverso una terza finestra regolamentare: il filming day, evento promozionale con chilometraggio fortemente limitato.

Ecco quindi spiegato l'apparente paradosso: la Formula 1 ha eliminato i vecchi test privati senza restrizioni, ma non ha impedito alle monoposto di girare fuori dai weekend di gara. Test Pirelli, TPC e filming day hanno finalità e vincoli differenti. È attraverso queste tre porte regolamentari che, in appena 48 ore, undici piloti hanno potuto guidare una F1 tra Mugello e Imola senza infrangere alcuna regola.

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