La Benetton voleva accorciare chirurgicamente le gambe a Wurz per la F1: lui li mandò al diavolo
Nel 1999 alla Benetton avevano un problema con Alex Wurz. Il pilota austriaco era troppo alto e pesante per una monoposto già sovrappeso rispetto a quella del compagno Giancarlo Fisichella. La soluzione studiata dal team, però, andò parecchio oltre ciò che normalmente ci si aspetterebbe da un reparto tecnico di Formula 1: accorciare chirurgicamente le gambe del pilota.
A raccontare oggi quella vicenda è lo stesso Wurz. Il responsabile tecnico della Benetton Nick Wirth preparò addirittura un foglio di calcolo con i costi di un'operazione per accorciare entrambi i femori, così da renderlo più basso e leggero. Non era quindi una semplice battuta pronunciata nel paddock: qualcuno aveva realmente provato a quantificare l'operazione.
La reazione di Wurz fu molto meno elaborata. Ha raccontato di aver risposto con due parole, una che cominciava per “f” e l'altra per “o”. In sostanza, li mandò al diavolo: era disposto a fare sacrifici per la propria carriera, non a permettere alla squadra di rompergli le gambe per renderlo più competitivo.
Perché la Benetton voleva accorciare le gambe di Wurz
Dietro quella proposta surreale c'era un problema tecnico molto concreto. Wurz era alto circa 1,88 metri, 14 centimetri più di Fisichella, e pesava circa 12 chili in più. Secondo il suo racconto, sulla Benetton B199 questa differenza gli costava circa mezzo secondo al giro, perché la vettura era già troppo pesante.
Ed è proprio qui che la storia smette di essere soltanto un aneddoto assurdo. In una Formula 1 in cui il peso minimo e la distribuzione delle masse erano già determinanti, la corporatura del pilota poteva diventare un vero limite progettuale. Il caso Wurz mostra fino a che punto una squadra potesse arrivare pur di inseguire pochi decimi: invece di adattare completamente la monoposto al pilota, alla Benetton qualcuno arrivò perfino a valutare se fosse più conveniente modificare fisicamente il pilota stesso.
Il paradosso era che, tenendo conto di quella penalizzazione, Wurz sostiene di avere un passo molto simile a quello del compagno. Ma la squadra non voleva rendere pubblico quanto fosse sovrappeso la monoposto e, di conseguenza, dall'esterno sembrava semplicemente che fosse lui a essere più lento. Una situazione che, secondo l'austriaco, finì per danneggiare la sua reputazione in Formula 1.
La Benetton riuscì progressivamente ad alleggerire la macchina durante la stagione, ma nel frattempo era arrivata perfino a valutare se fosse economicamente più conveniente modificare il pilota invece della monoposto. Wurz raccontò già in passato che l'idea prevedeva di rimuovere circa un pollice e mezzo dalle gambe, poco meno di quattro centimetri.
Wurz e una carriera in F1 piena di episodi estremi
Quello non fu nemmeno l'unico episodio fuori dall'ordinario della sua carriera. Nella stessa intervista Wurz ha raccontato di aver disputato cinque Gran Premi con una costola rotta, facendosi praticare di nascosto delle infiltrazioni per sopportare il dolore, e di aver nascosto alla squadra anche due operazioni al ginocchio durante la stagione 2000.
Più che una curiosità grottesca, la proposta della Benetton racconta quindi una Formula 1 in cui il confine tra adattare il pilota alla macchina e adattare la macchina al pilota poteva diventare sottilissimo. Wurz quel confine lo fissò in modo molto semplice: disposto a correre con dolore, sì; disposto a farsi accorciare le gambe, no.