Michael Schumacher il 29 agosto 2004 in Belgio, dove esordì in Formula 1 esattamente tredici anni prima, conquista il settimo titolo Mondiale della sua strepitosa carriera. La Ferrari domina in quegli anni, conquista dieci titoli mondiali in Formula 1 e il suo pilota di punta scrive la storia di questo sport. Ma nulla è eterno. La FIA nei mesi precedenti cambia le regole e nella stagione seguente, quella 2005, c'è una vera e propria rivoluzione. I valori in pista cambiano, la Renault gestita da Flavio Briatore interpreta meglio il regolamento.

Fisichella vince la prima gara della stagione, ma il pilota di punta è Fernando Alonso. Lo spagnolo è l'astro nascente, ha talento da vendere e per tutti sarà un campione del mondo. Alonso vince in Malesia e in Bahrain e a Imola si presenta da favorito, oltre che da leader del campionato. Quella è la prova del nove per Alonso e la Renault. Perché si sa che quando il campionato torna in Europa spesso si modificavano. La Ferrari arranca, ha grosse difficoltà, i trionfi degli ultimi cinque anni sembrano lontanissimi, ma a Imola la musica cambia, quasi completamente.

Kimi in pole a Imola

In questa storia c'è un terzo incomodo, che è Kimi Raikkonen che in quel Mondiale 2005 disponeva di una McLaren velocissima ma molto fragile, perché il motore Mercedes non era affidabile. Kimi ottiene la pole rifilando mezzo secondo a Fernando Alonso, che accetta quel risultato. Sa che nel passo gara ha chance e sa ancora meglio che chi lotta per il titolo può ‘accontentarsi' anche di un secondo posto. Schumacher parte 14°, Barrichello 9°. Per la Ferrari si prospetta una gara durissima. Ma ciò che accade la domenica a Imola è completamente inaspettato.

Alonso leader, ma Schumacher rimonta

Raikkonen parte bene e mantiene la prima posizione, ma al 9° giro si ritira, e conferma la maledizione dei finlandesi nelle gare in Italia. Poco dopo è fuori anche Barrichello che saluta tutti per un problema elettrico. Leader è Alonso che sembra non faticare, Button è molto distante, poi tutti gli altri, incluso Michael Schumacher che ha ottenuto solo due punti in classifica e in quel momento è fuori dai primi otto a Imola. A sorpresa Schumacher inizia a realizzare giri veloci in serie, è qualcosa di inaspettato, la Ferrari ritarda il pit stop, sfrutta le nuvole e le basse temperature agevolano le Bridgestone (montate in quella stagione solo da tre scuderie). Sembra impensabile pensare in quel momento a una rimonta, che invece c'è.

Schumi aggancia e attacca Alonso

Schumacher si trova al terzo posto a metà gara, molto indietro rispetto a Fernando Alonso (avanti di 32") e Button. Ma quella diventa una di quelle gare in cui il tedesco era indemoniato. Velocemente prende JB. A Imola i sorpassi sono molto complicati, ma con arguzia sfruttando un doppiato Schumacher supera l'inglese e si mette a caccia di Alonso che guida per una dozzina di giri con il fiato sul collo del sette volte campione del mondo, che cerca in ogni punto il sorpasso. Stavolta non riesce a passare Michael che ci prova spesso, attacca, arriva spesso al bloccaggio, si fa vedere, ma non procura errori di Alonso che da campione taglia per il primo il traguardo e ottiene il terzo successo consecutivo.

"Ho vinto un duello splendido"

Un autentico passaggio di consegne tra il campione infinito e chi da lì a qualche mese sarebbe diventato il più giovane campione del mondo in Formula 1, Alonso, dopo la gara disse: "‘Quella di oggi è una gran vittoria. Ho conquistato punti ‘pesanti' per il mio mondiale. Ho cercato di restare sempre concentrato sulle mie traiettorie, stando attendo a non sbagliare. Sapevo che se volevo vincere dovevo comportarmi così, perché Michael era molto più veloce di me. Mi sono concentrato sulla vittoria e ce l'ho fatta. Sono molto contento. Ho vinto un duello splendido. Quando è arrivato alle mie spalle ho pensato a difendere la posizione, in un paio di curve eravamo vicinissimi".

Le parole di Schumacher e Montezemolo

Parole di gioia anche da parte di Schumacher, in parte smentite dal proseguo della stagione: "Devo ringraziare tutti per lo sforzo tremendo che c'è stato nella squadra e nei partner dal Bahrein ad oggi. Abbiamo lavorato tantissimo e questi sono i risultati. È doveroso da parte mia dire un "grazie" grosso così. Perché oggi abbiamo dimostrato che siamo tornati".

Il Presidente Montezemolo invece protestò per il cambio di regolamento che danneggiò la Ferrari: "L’ho già detto, sarebbe come far giocare i calciatori con le scarpe da ginnastica quando piove per aumentare l’imprevedibilità e lo spettacolo. Voler cambiare a tutti i costi ha portato a una situazione che sfiora il ridicolo. Gli spettatori che vanno a vedere le prove del sabato assistono ad uno spettacolo noiosissimo e tornano a casa senza avere chiara la situazione".