Jorge Martin, il braccio non risponde più: “A Misano non riuscivo a frenare, la moto era fuori controllo”

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Il pilota spagnolo racconta la sofferenza nel Gran Premio di San Marino: “Ho iniziato ad avere problemi in frenata, poi nell’apertura del gas. E ogni giro era peggio”.

Il quinto posto a Misano è oro colato per Jorge Martin. S'è piazzato quinto, racimolando punti che lo lasciano in testa al Mondiale, sia pure in coabitazione con Marc Marquez (vincitore del GP di MotoGP a San Marino. E tira un sospiro di sollievo per come s'erano messe le cose in gara: non riusciva più a frenare, il braccio destro ha smesso progressivamente di rispondere. La sensazione d'indolenzimento che ha provato è stata la spia che qualcosa non funzionava: quello che inizialmente sembrava un problema gestibile è diventato un limite fisico pesante e pericoloso. "Non riuscivo più a frenare, ero completamente fuori controllo della moto". La sindrome compartimentale o della ‘pompa del braccio' s'è fatta sentire di nuovo, è un vecchio acciacco che ha raggiunto un livello tale da impedirgli di gestire al meglio la sua Aprilia.

Il braccio di Martin ha smesso di rispondere

Arm pump, viene chiamato così in gergo il disagio che ha limitato il pilota spagnolo nel Gran Premio di San Marino. Qualche sintomo lo aveva captato anche nei giorni che hanno preceduto la gara ma non credeva che sarebbero accentuati fino a diventare una sofferenza.

"È qualcosa che è arrivato oggi. Sicuramente ho avuto qualche difficoltà durante il weekend, ma non mi aspettavo che oggi sarebbe diventato il problema della gara". Giro dopo giro, Martin si è accorto che avrebbe dovuto appello a tutta la propria forza di volontà per sopperire a quel gap fisico: "Ho iniziato ad avere problemi in frenata, poi nell'apertura del gas. E ogni giro era peggio".

Le difficoltà in pista: "Ero completamente fuori controllo"

La descrizione più efficace del momento vissuto dal pilota spagnolo è nel racconto di quel che gli ronzava in testa nella fase finale della corsa. "Stavo solo aspettando che finisse…". In buona sostanza, non ce la faceva più ecco perché il quinto piazzamento assume un valore particolare considerato l'atteggiamento stoico di Martin. Ha tenuto duro, gli è andata bene. "Non potevo fare nulla, alla fine ero completamente fuori controllo della moto".

La sindrome compartimentale è stato l'avversario inatteso con il quale s'è dovuto misurare in pista. È un malessere legato all'aumento della pressione all'interno dei compartimenti muscolari dell'avambraccio, con conseguenze dirette sulla circolazione e sulla funzionalità muscolare. Nel motociclismo è sofferenza nota ai centauri che ne escono fortemente penalizzati perché inficia l'uso delle braccia che sono fortemente sollecitate sul circuito.

L'ipotesi di una nuova operazione dopo quella del 2019

Jorge Martin era stato già operato nel 2019 per superare il cattivo  funzionamento della ‘pompa del braccio', allora era all'inizio della sua esperienza in Moto2. Dopo quell'intervento sembrava aver lasciato alle spalle ogni problema fisico, adesso l'ipotesi che finisce di nuovo sotto i ferri è palpabile. Ma deve fare i conti con il calendario, a cominciare dal prossimo GP in Austria: tempi di recupero e impegni ravvicinati in questo momento della stagione rendono la valutazione più difficile.

"Adesso non ho tempo per fare nulla. Devo recuperare bene, cercare di essere concentrato in Austria, ma sicuramente dopo il prossimo GP dobbiamo capire cosa fare, se devo operarmi o no. E non so se farlo è la scelta migliore. Mi consulterò coi medici, ascolterò cosa mi diranno sui tempi di recupero e deciderò.

Un fastidio nella fase più delicata del Mondiale

La sensazione che prova al braccio arriva nella fase più delicata della stagione, adesso che a lotta per il titolo s'è fatta più serrata. Ma è questa la prospettiva che rende il problema fisico particolarmente delicato. Martin non sa ancora se la sindrome compartimentale resterà un episodio isolato oppure se lo condizionerà ancora. "Ora ho questo punto interrogativo sul mio braccio". E soprattutto ha ammesso che il braccio rappresenta ormai un punto interrogativo. "Potrebbe essere il grande problema per perdere questo campionato o no".

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